Rapinatori irrompono in casa, un figlio reagisce: martellata sulla testa

Cruenta rapina nel pomeriggio a Lequile: un 19enne al "Vito Fazzi". La vittima ha subito un colpo alla testa. Cercavano una cassaforte. Sul posto i carabinieri per le indagini

LEQUILE – Colpi di martello in testa, urla, stanze a soqquadro. In una parola: terrore. Interminabili minuti in balia dei rapinatori. Per una famiglia, uno choc difficile da assorbire. Una storia che sembra quasi uno spin-off di “Arancia meccanica”, il film di culto di Stanley Kubrick, e che invece è tutt’altro che impressa sulla pellicola, ma cruda realtà maturata in un pomeriggio qualunque di novembre a Lequile.

Vittime, un padre e due figli che si trovavano in casa quando, all’improvviso, qualcuno ha suonato al citofono. Erano circa le 17,30. E’ stato così, da una normale scampanellata e dall’apertura della porta che in casa di W.F., 55enne, si è materializzato l’incubo. Non parenti, non amici. Alla porta c’erano due balordi con passamontagna, decisamente determinati a mettere a segno un colpo.

Se, poi, il loro piano è fallito, dovendosene andare senza nemmeno un centesimo in tasca, è dipeso, forse, sia dalla loro eccessiva irruenza, sia dalla reazione di G.F., 19enne, uno dei due figli dell’uomo (l’altro, pure presente, ha solo 11 anni). Nonostante i due avessero in mano pesanti attrezzi da lavoro, a quanto pare un’accetta e un martello, non ha esitato a opporsi, ricevendo, in tutta risposta, un violento colpo in testa.  

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Uno robusto, con giacca grigia, l’altro magro e basso, con felpa azzurra: questa la descrizione fornita ai carabinieri della sezione radiomobile di Lecce dalle vittime dell’assalto dei rapinatori, i quali, una volta dentro casa, dopo aver spintonato il 55enne, sono andati di corsa al primo piano, mettendo tutto a soqquadro. Erano convinti che ci fosse una cassaforte da qualche parte. E’ stato in quel momento che G.F. è intervenuto. La colluttazione è stata breve, ma cruenta. Uno dei rapinatori, per liberarsi dall'incomodo, gli ha sferrato una martellata in testa, provocandogli una profonda ferita lacero-contusa.

A quel punto, dopo aver rovistato anche le camere da letto, hanno preferito dileguarsi. Nel frattempo, infatti, era partita la telefonata al 112 del padre. Sul posto, oltre ai militari, sono intervenuti gli operatori del 118 con più ambulanze. Il 19enne è stato condotto al “Vito Fazzi” di Lecce. La ferita è stata suturata. Non corre rischi per la vita, ma ha trascorso un pomeriggio che non dimenticherà facilmente. Come il resto della sua famiglia, sotto choc. Una simile, violenta, incursione non può che lasciare ammutoliti.

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