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Cronaca Lequile

Nel casolare custodiva quasi 2 chili e mezzo fra marijuana in vasi e panetti di hashish

L'uomo è stato arrestato in una zona di campagna in agro di Lequile. I carabinieri appostati per diverso tempo, poi l'irruzione e la scoperta. È finito in carcere

LEQUILE – Lunghi appostamenti attendendo che uscisse da quella sorta di bunker, un casolare sormontato da un alto cancello e difficile da tenere sott'occhio perché preceduto da un viale. E alla fine, dopo diversi giorni di estenuanti osservazioni, la perseveranza dei carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce è stata ripagata.

Erano certi che Orjal Delia, 39enne, albanese d’origine, custodisse stupefacenti e anche in quantità più che discrete. E così era: durante il sopralluogo, infatti, i militari hanno sequestrato quasi 2 chili e 400 grammi di droga, fra marijuana e hashish, entrambe di ottima qualità. L’erba, infatti, è la skunk, la più costosa sul mercato, e parte del fumo pakistano.

L’operazione è stata messa a segno ieri pomeriggio in una zona di campagna lungo la via per Monteroni che ricade in agro di Lequile, dove il 39enne, formalmente residente a Lecce, è domiciliato. Delia non aveva avuto alcun sentore, nei giorni precedenti, della discreta presenza di carabinieri intorno al casolare. Per cui, quando ieri finalmente si è affacciato al di fuori del cancello, è stato subito bloccato e non ha potuto fare nulla per nascondere il carico di stupefacenti.

Addosso non aveva nulla, fatti salvi una cinquantina di euro e un telefono cellulare (sequestrati), ma una volta nell’edificio, al piano superiore, sotto un tavolo, i carabinieri hanno trovato diversi scatoloni di cartone contenenti vasi di vetro pieni di marijuana e panetti di hashish, alcuni integri e altri a metà. In quindici vasi c’erano 1 chilo e 40 grammi di marijuana, mentre i panetti, tredici in tutto (più qualche altro pezzo sparso) raggiungevano 1 chilo e 333 grammi. E non è passato inosservato il fatto che altri vasetti, vuoti, odorassero di erba, stando a significare che in quell’abitazione di droga deve esserne passata diversa, di recente.

Con soldi, stupefacenti e cellulare, i militari hanno sequestrato anche tre bilancini di precisione e materiale vario per il confezionamento. Condotto in caserma e sentito il pubblico ministero di turno, Giorgia Villa, Delia è finito in carcere. L’uomo è difeso dall’avvocato Giuseppe Diego Antonica.

Orjal Delia ha un precedente con la giustizia, ma non per affari di droga. Nell’agosto del 2014 fu arrestato dalle volanti di polizia per il tentativo di rapina di una moto, con la vittima presa pure a pugni. Non aveva all'epoca, dunque, un profilo criminale di spessore. Era sembrato più un fatto episodico e di microcriminalità. Questo passaggio alla droga, probabilmente come intermediario di altri, è l’ennesima riprova di quanto il business sia attrattivo, facendo sempre nuovi proseliti. I continui sequestri e arresti, a volte di insospettabili, ne sono chiara dimostrazione. 

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