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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca Tricase

Un “mi piace” su Instagram scatenò la furia dell’ex e volarono pugni: condannato a un anno

Emessa la sentenza nei riguardi di un 19enne di Tricase, ritenuto responsabile dell’episodio avvenuto il 17 ottobre del 2022. Assolto dal reato di stalking

TRICASE - Vide un “mi piace” che un ragazzo aveva lasciato alla fotografia pubblicata su Instagram della sua ex fidanzata, così in preda alla furia, raggiunse quest’ultima e, dopo aver tentato invano di visionare il suo cellulare, le avrebbe sferrato schiaffi e pugni, trascinandola fuori casa per i capelli, provocandole così lesioni giudicate guaribili in sette giorni.

E’ questa la vicenda, avvenuta il 17 ottobre del 2022, di cui è stato riconosciuto responsabile un 19enne di Tricase nel processo terminato due giorni fa davanti alla prima sezione penale del tribunale di Lecce.

Il giudice Fabrizio Malagnino gli ha inflitto un anno di reclusione, accordandogli il beneficio della pena sospesa, mentre, in linea alla richiesta dell'avvocato difensore Dario Paiano, lo ha assolto dal reato di stalking che pure gli veniva contestato nell’inchiesta sfociata nel divieto di avvicinamento nei riguardi della malcapitata, firmato dal giudice Angelo Zizzari.

Secondo l’accusa, l’aggressione sarebbe stata solo l’apice di una serie di vessazione subite, anche durante la relazione, dalla ragazza, all'epoca dei fatti non ancora maggiorenne: se non rispettava il suo divieto di uscire, le distruggeva il cellulare, la percuoteva e la sputava al volto, e se non gli consegnava somme di denaro, cercava di provocarle sensi di colpa, con frasi del tipo “non mi hai a cuore”, e la colpiva fisicamente.

Sempre secondo la tesi accusatoria, l'imputato sarebbe stato possessivo al punto da costringere la vittima a stare sempre al suo fianco, non solo in casa. Le avrebbe, per esempio, imposto di lasciare il posto di lavoro qualora non l’avesse svolto insieme con lui, arrivando persino a minacciare il datore di lavoro che se non avesse provveduto ad assumerlo, avrebbe dato fuoco all’esercizio commerciale. 

Terminata la relazione, le cose sarebbero persino peggiorate. L’indagato avrebbe inviato su whatsapp foto scattate mentre era sotto casa sua, avvisandola che se, fosse uscita, per lei sarebbe stata la fine. 
Ma, come detto, il reato di stalking non ha retto.

Le motivazioni della sentenza che ha riconosciuto il risarcimento del danno in separata sede alla ragazza, parte civile, sono state depositate contestualmente alla lettura del dispositivo e il difensore ha già annunciato il ricorso in appello.

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