Fse, dagli utenti ancora lamentele. L'azienda annuncia il piano di rilancio

Un fruitore della linea Gagliano del Capo-Lecce segnala la sostituzione di un convoglio moderno con uno vecchio, oltre a ritardi e soppressioni

Una foto scattata nel convoglio nei giorni scorsi.

LECCE – Mentre Ferrovie del Sud Est hanno presentato ai commissari nominati dal Tribunale di Bari un piano concordatario per il riequilibrio dei conti e per i nuovi investimenti, continuano le segnalazioni dei passeggeri costretti a subire disagi.

E’ il caso di un passeggero abituale della linea Gagliano del Capo-Lecce che utilizza il treno in partenza alle 6.43 e diretto nel capoluogo: “Fino agli inizi di maggio - spiega in una mail inviata alla redazione - questo treno era realizzato con convogli moderni, gli ATR 220, meglio conosciuti come i treni rossi: convogli moderni, spaziosi e confortevoli. Ma soprattutto spaziosi. Improvvisamente quel mezzo è stato sostituito da un vecchio e classico AD: macchine mediamente degli anni ’70 ma anche degli anni ’50”. I problemi, aggiunge il viaggiatore salentino, sono acuiti dal fatto che il treno è composto da una unica vettura.

Il risultato, sottolinea, è sintetizzato nella situazione documentata in foto: “Passeggeri in piedi, schiacciati tra loro e, se non bastasse, senza la possibilità di salire in alcune stazioni minori. A confermare la situazione drammatica, il personale viaggiante è costretto a verificare prima di ogni partenza, che le porte siano regolarmente chiuse anche a causa del numero impressionante di viaggiatori pressati nei vestiboli di ingresso”.

Una lancia viene spezzata, al netto di qualche episodio, a favore del personale viaggiante che “per la grandissima maggioranza, fa il possibile per assicurare almeno la sicurezza dei viaggiatori, ma nulla può per la comodità o per quei passeggeri che non possono o scelgono di non infilarsi in quella massa di persone già stipate all’inverosimile”. La segnalazione si conclude con l’accenno ai treni soppressi con l’entrata in vigore del nuovo orario e con i ricorrenti ritardi che trasformano in un’impresa spesso impossibile il raggiungimento del posto di lavoro.

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Intanto l’azienda ha illustrato nei giorni scorsi il piano concordatario: si parte da una posizione di 268 milioni di euro al 12 gennaio del 2017 che dovrebbe essere sanata entro il 2019. Dal punto di vista del piano industriale il programma di investimenti fino al 2021 prevede il rinnovo della flotta di treni e autobus, per un totale di 410 milioni di euro.

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