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Continuano gli sbarchi: migranti soccorsi al largo, fermato lo scafista

L'approdo poco prima dell'alba a Santa Maria di Leuca. Un pattugliatore della finanza ha individuato il natante a 17 miglia dalla costa. A bordo erano in ventisei, fra iracheni e iraniani, fra cui donne e quattro bambini

SANTA MARIA DI LEUCA – Questa volta lo scafista, un uomo di nazionalità georgiana, è stato individuato subito. Non aveva possibilità di fuga, inchiodato in mezzo al mare su quella stessa barca a vela che stava conducendo in direzione delle coste del Capo di Leuca. È stato un pattugliatore del Reparto operativo navale della guardia di finanza di Bari a rintracciare l’imbarcazione, di 12 metri, senza bandiera. Era a circa 16-17 miglia a sud di Santa Maria di Leuca. A bordo, venticinque migranti, fra cui otto minori, quattro dei quali bambini. Erano in viaggio, si sarebbe scoperto dopo, al momento della ricostruzione, da almeno cinque giorni, dopo essere partiti dalle coste turche.

La barca a vela è stata rintracciata nell’arco della nottata. Ed è stata fatta approdare nel porto di Leuca attorno alle 4 del mattino. Ad attendere il gruppo, sul molo, in una nottata fredda e carica di nebbia, operatori della Croce rossa italiana, carabinieri, agenti di polizia, altri finanzieri. La maggior parte dei migranti, venti, si sono dichiarati di nazionalità iraniana, altri cinque iracheni. Nel gruppo, anche quattro donne. Due dei minorenni a bordo hanno fatto il viaggio non accompagnati. Mentre i più piccoli, due maschietti e due femminucce, erano con i rispettivi nuclei familiari. Fra loro, anche due mamme con le rispettive figlie.

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I migranti sono stati rifocillati e soccorsi, anche perché diversi fra loro, specie le donne e bambini, mostravano segni di ipotermia. Il viaggio intrapreso è stato molto provante. Nei cinque giorni di navigazione in direzione delle coste italiane, non ne sono mancati un paio in condizioni difficili, sotto il vento tagliente e con il mare agitato. E mentre i venticinque migranti sono stati destinati al centro di prima accoglienza Don Tonino Bello di Otranto, dove saranno sottoposti anche ai tamponi per verificare l’eventuale presenza di positivi al Covid-19, il georgiano è stato arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Non si ferma, dunque, l’ondata di sbarchi, sul calare del 2020 e nonostante la pandemia in corso. Ogni anno, sotto dicembre, puntuali arrivano le ultime ondate. E va aggiunto che nella stessa notte, un peschereccio sul quale erano stipati altri sessantacinque migranti, è stato soccorso al largo della Locride, in Calabria, e traghettato verso il porto di Roccella Jonica.

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