Ignoto versa benzina sul portone di casa di un’ausiliaria del traffico e fugge

L'intimidazione è avvenuta a Leverano sabato scorso. Mistero sul movente. Caso singolare: tutto si è consumato alle 8 di mattina

LEVERANO – Liquido infiammabile versato sul portone di casa e sul pianerottolo. Senza, però, innescare il rogo. Una delle stranezze circa l’episodio, il fatto che non si sia consumato di notte, come nella maggior parte di circostanze analoghe, ma di mattina. Quella di sabato scorso, per la precisione. Accollandosi quindi il rischio, l’autore dell’intimidazione, di essere colto sul fatto o, comunque, notato da più testimoni.

L’inquietante vicenda, sulla quale è aperta un’indagine dei carabinieri, arriva da una via semiperiferica di Leverano e per ora sul gesto vige un alone di mistero. A essere presa di mira, la famiglia di un’ausiliaria del traffico. È stata proprio la donna, 43enne, ad avvisare i militari su quanto avvenuto, non riuscendo però a darsi una spiegazione. E la singolarità del caso, il fatto che tutto sia avvenuto qualche minuto prima delle 8 del mattino del 5 settembre.

Lei era in casa, in quel momento, e ha avvertito alcuni rumori provenire dall’esterno, nei pressi del portoncino. Lì per lì non ci ha fatto caso più di tanto, pensando che fosse il gatto affamato, ma qualche istante dopo le sue orecchie hanno colto qualcosa che proprio non rimandava a nulla di felino: passi di qualcuno che si stava allontanando con una certa fretta. E ha sentito anche un odore inconfondibile di benzina. Spalancata la porta, l’ha così vista intrisa di liquido infiammabile che ancora colava, raccoltosi anche sul pavimento. Del misterioso personaggio, però, nessuna traccia.

Ci sono diversi aspetti da chiarire. Primo: il misterioso soggetto aveva davvero intenzione di mettere fuoco e si è ritirato all’ultimo istante, magari dopo aver intravisto qualche movimento o sentito qualche rumore, oppure lo scopo era solo quello di intimorire senza realmente danneggiare? E poi: da cosa deriva quest’accanimento? Da qualche verbale?

Qualche anno addietro, nel 2017, anche una collega della donna fu vittima di un episodio grave. Un automobilista, dopo aver notato la multa sul parabrezza, la prese prima a male parole, poi a pugni. Fu poi identificato dai carabinieri e denunciato. Sempre per una multa, l’anno precedente, c’era stata anche un’aggressione a un’altra donna, agente di polizia locale, culminata in quel caso persino in un arresto. Episodi, di certo, molto sgradevoli, specie perché videro al centro donne malmenate da uomini, al di là di funzioni e divise, ma comunque frutto di gesti d’impeto. In questo caso, invece, la mossa è stata ponderata, il nemico è invisibile e il movente ancora incerto. Almeno per ora.  

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