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Noto per i continui furti / Leverano

Resta ferito e chiede soccorso, ma si scopre che era evaso dai domiciliari

E non è stata l'unica sorpresa. Un 30enne leveranese, dopo essere stato arrestato e riportato in casa, è stato raggiunto lo stesso giorno un aggravamento della misura. Ed è finito in carcere

LEVERANO – Un uomo in fuga dentro Porto Cesareo, cade e resta ferito a una gamba. Sembra intimorito da qualcosa, chiede soccorso a chi passa in quel momento. Vengono chiamati i numeri d’emergenza e arrivano, fra gli altri, i carabinieri. Di lì a poco si scoprirà che quell’uomo, di Leverano, è ricercato per evasione dagli arresti domiciliari. E non sarà l’unica sorpresa.

Dopo un passaggio al pronto soccorso (prognosi di pochi giorni, nulla di grave), l’inevitabile arresto. E se questo non bastasse, mentre si trova in casa, ecco ritornare i carabinieri. Sì, perché, nel frattempo, è anche arrivato un aggravamento della misura cautelare firmato da una giudice. Tante, troppe le malefatte, nell’arco di pochi giorni. Così, il rientro nell’abitazione, per continuare a scontare i domiciliari, è questione di una manciata di ore. Dichiarato nuovamente in arresto, questa volta finisce in carcere.

Già noto per furti

Protagonista di una “maratona” ai limiti del paradosso, Luigi Davide Zecca, leveranese 30enne. Un nome che solo poco più di un mese addietro era tornato di prepotenza nelle cronache per una questione riguardante la sua specialità: i furti. Una corposa lista di precedenti in materia (e casi per i quali è attualmente imputato), un divieto di ritorno a Leverano violato più volte, un’effrazione nell’istituto comprensivo statale “Geremia Re” del suo paese, ed ecco che era stato spiccato nei suoi confronto un ordine di arresto (qui la storia nei dettagli). Dopodiché, negli ultimi periodi, il 30enne tutto sembra essere stato, fuorché tranquillo, nella sua stanza, a meditare sui propri errori.

Le ingiurie a un carabiniere

Ma cos’è successo, esattamente? L’inizio della fine, se così si può dire, si fa risalire al 1° marzo scorso. Zecca è già agli arresti domiciliari, in quel momento, ma ne combina una piuttosto grossa. Decide di contattare un carabiniere della stazione locale, mandandogli invettive. Mossa che definire autodistruttiva è quasi un eufemismo, visto che l’arrivo in casa per un controllo è questione di minuti. E si scopre che, nonostante il divieto di comunicare con l’esterno, una delle classiche prescrizioni per i detenuti fra le pareti domestiche, usa con nonchalance un computer collegato in rete e non manca di usare app per le chat. Parte così la prima segnalazione al Tribunale.

L'evasione dopo una lite

Fra il 3 e il 4 aprile, poi, la fuga da casa. Ha un bisticcio con la madre, il clima deve essere piuttosto incandescente, così se n’esce per non fare più ritorno. I carabinieri della stazione locale lo cercano in lungo e in largo, ma di lui si perdono le tracce fino alla mattina del 6.

Alle prime ore del giorno, infatti, Zecca ricompare in quel di Porto Cesareo, ma in una situazione poco limpida. In qualche modo vi è arrivato nelle ore successive alla fuga, ma ora corre disperato e perde sangue. Non spiega bene cosa sia accaduto, quando arriva una pattuglia dei carabinieri della sezione radiomobile di Campi Salentina. Sembra che sia caduto da qualche parte, ma ogni aspetto legato a questa faccenda resta fumoso. sta di fatto che basta un controllo sui terminali per scoprire che risulta evaso.

L'aggravamento della misura

Così, sentito il pubblico ministero di turno e avvisato il suo avvocato, Daniel Viva, viene dichiarato in arresto e riportato a Leverano, dopo un passaggio in ospedale per una medicazione. Ma la permanenza nella sua abitazione durerà poco. Caso vuole, infatti, che proprio il 6 aprile la giudice Chiara Panico della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce abbia firmato un’ordinanza di revoca dei domiciliari, applicando la custodia cautelare in carcere. A suo avviso, nemmeno con il braccialetto elettronico si risolverebbe il problema dei continui colpi di scena.

Poco dopo mezzogiorno arrivano i carabinieri. Stavolta sono della stazione di Leverano. Bussano alla porta, esibiscono la notifica. E Zecca deve fare la valigia per traslocare a Lecce. In una cella del penitenziario di Borgo San Nicola.

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