Cronaca

Si costituisce dopo l'aggressione: "Ho guidato fino a Foggia"

Il 46enne di Leverano s'è presentato questa mattina in caserma: denunciato. La vittima, di 40 anni, ha una lesione cranica dovuta a un colpo in testa con una mazza. In fuga e spaventato, ha guidato per centinaia di chilometri

Caserma dei carabinieri di Leverano.

LEVERANO – Si è costituito questa mattina, presentandosi presso la caserma dei carabinieri di Leverano, il 46enne ricercato fin da ieri per l’aggressione di un 40enne, ricoverato presso l’ospedale “San Giuseppe da Copertino” con una frattura al cranio.

Accompagnato dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Francesco Cazzato, ha mostrato pentimento per quanto avvenuto e ai militari ha spiegato di aver avuto una reazione di fuga, dopo aver colpito l’altro uomo, peraltro suo amico, in preda al terrore per quanto avvenuto e spaventato dalle conseguenze. 

Arrivato con la sua auto sul posto, ieri, in via Pantelleria, e con la stessa allontanatosi subito dopo, ha guidato quasi senza accorgersene per oltre 300 chilometri, arrivando fino alle provincia di Foggia. Poi, cercando di recuperare lucidità e fermatosi, ha telefonato al suo avvocato, ha spiegato quanto avvenuto e questi gli ha consigliato vivamente (quasi ordinato) di fare subito rientro.

Alla base, fra i due, attriti di natura personale che sono sconfinati in un’aggressione violenta che solo per puro miracolo non ha portato a conseguenze peggiori. Il 40enne, nel primo pomeriggio, uscito da casa proprio dopo aver visto il suo conoscente 46enne nelle vicinanze, ha forse cercato un chiarimento, per essere però percosso con rabbia. E’ stramazzato per terra, dopo il colpo subito, e ha iniziato a perdere sangue. A quel punto, l’aggressore è fuggito, gettando anche via il bastone, per poi ritornare ore più tardi sui suoi passi e quindi recarsi oggi in caserma e affrontare le sue responsabilità.

Indagato in stato di libertà d’ufficio per lesioni personali (la prognosi di 35 giorni del ferito gli ha evitato quella per lesioni personali gravissime), la vittima, che pure ha fatto il suo nome ai carabinieri dopo quanto avvenuto, non sembra comunque intenzionata a sporgere denuncia di parte. 

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