Due anni di vessazioni in casa per i soldi, alla fine scattano le manette

Nei guai un 21enne leveranese, sul quale già in passato pendeva un ordine di allontanamento dalla casa familiare. Per molto tempo avrebbe preteso denaro dai malcapitati genitori, provocando danni e proferendo minacce davanti ai dinieghi. E il Tribunale ha disposto l'inasprimento delle sanzioni

LEVERANO – Pochi, maledetti e subito. Un giorno erano 10 euro, quello successivo magari 20, poi 15, e la volta ancora 30. Fin quando non arrivava il “no”. E davanti al rifiuto, erano dolori. Danni in casa e minacce. Non sarebbe mai arrivato a compiere vere e proprie violenze fisiche a carico dei genitori, ma comunque il clima respirato in casa per ben due anni è stato di quelli pesanti.

Nemmeno l’allontanamento dalla casa familiare, disposto dall'autorità giudiziaria, ha sortito qualche effetto duraturo. Antonio Cirfeta, 21nne di Leverano, alla fine ha fatto rientro. Tanto che i carabinieri della stazione locale l’hanno trovato mentre dormiva tranquillamente nel suo letto, quando questa mattina si sono presentati in casa con un’ordinanza di carcerazione.

Senza un’occupazione, Cirfeta sembra che per molto tempo abbia preteso di essere mantenuto. Le richieste di denaro continue, quasi giornaliere. Ma non sempre le sue necessità potevano essere soddisfatte da una coppia di genitori che speravano in un suo ravvedimento e nella seria ricerca di un’occupazione.

Piuttosto, il giovane avrebbe dato in escandescenza ogni volta che arrivava un diniego, spaccando oggetti e proferendo irripetibili minacce pur di ottenere qualche banconota. Alle prime denunce presentate tempo addietro sono seguiti, come detto, alcuni provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Ma dato che sono stati raggirati, e visto che la situazione non sarebbe cambiata di una virgola, sono scattate nuove segnalazioni.

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Tutto documentato dai carabinieri, che hanno puntualmente inviato resoconti in Procura chiedendo un inasprimento delle sanzioni a carico di Cirfeta. Il pm titolare del fascicolo, Stefania Mininni, ha concordato con la linea dei militari della stazione diretta dal maresciallo Gianluca Pagliara, ed ha ottenuto dal Tribunale un ordine d’arresto. Oggi l’esecuzione. Le ennesime accuse di maltrattamenti in famiglia hanno fatto finire il 21enne in carcere.      

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