“La marijuana? Era per uso personale”. Torna libero il 39enne arrestato

Convalidato l'arresto del leveranese fermato con 1 chilo di "erba". Ma per il giudice non occorrono esigenze cautelari

LEVERANO – “La marijuana? Era per uso personale”. Insomma, l’avrebbe coltivata in proprio e soltanto per se stesso, senza farne commercio. È quanto sostenuto davanti al giudice per le indagini preliminari Giulia Proto da Massimo Montinari, il 39enne di Leverano arrestato nel pomeriggio del 6 maggio, dopo essere stato trovato in possesso di 1 chilo di “erba”.

L’arresto, eseguito dai carabinieri della stazione di Leverano, è stato convalidato. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che non vi fossero esigenze cautelari, in ragione dell’assenza di altri elementi tipici dello spaccio, come bilancini e materiale per il confezionamento di singole dosi, e considerando anche il fatto che Montinari, difeso dall’avvocato Massimo Zecca, risulti incensurato. Per questo motivo, è tornato in libertà. Il pubblico ministero Stefania Mininni, invece, nell’udienza odierna, aveva richiesto che fossero protratti i domiciliari.

Montinari era seguito da diverso tempo dai carabinieri della stazione di Leverano che mercoledì scorso, in collaborazione con il nucleo cinofili di Modugno, aveva fatto irruzione in un deposito agricolo della famiglia (rimasta del tutto estranea alla vicenda), dove, fra l’altro, ha una sua stanza personale. Trovata la droga, e null’altro di compromettente, la perquisizione era proseguita anche al suo domicilio, ma nemmeno qui era stato rinvenuto altro materiale, tantomeno ulteriore marijuana.

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