Cronaca

Stalker in silenzio dal gip. Esecutiva la misura: dovrà restare lontano dalla sua ex

Il 45enne di Leverano indagato per il suo comportamento ossessivo verso la ex e il nuovo compagno, con tanto di minacce di morte e pedinamenti, s'è avvalso della facoltà di non rispondere. Entra in vigore il divieto di avvicinamento alla donna, che negli ultimi periodi si era letteralmente blindata in casa

LEVERANO – E’ diventata esecutiva oggi l’ordinanza firmata dal gip Annalisa De Benedecits a carico di M.D’A., il 45enne di Leverano che in quasi un anno avrebbe reso impossibile la vita della sua ex compagna: dovrà tenersi lontano dai luoghi frequentati in modo abituale dalla vittima, in particolare quell’abitazione trasformata in una sorta di bunker con tanto di sistemi d’allarme perimetrale, videosorveglianza e passaggio di guardie giurate, e quello di lavoro.

In nessun caso, comunque, potrà avvicinarsi a meno di 500 metri dalla donna, anche qualora dovesse imbattersi in lei per la via. Dovrà ovviamente astenersi dal fare telefonate o inviare sms. La violazione della misura, qualora comprovata, comporterebbe un inasprimento della sanzione, con il rischio anche di un arresto.   

L’uomo, che è al momento indagato in stato di libertà per atti persecutori, è stato interrogato questa mattina alla presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco Cazzato, e s’è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice.

La misura coercitiva che gli vieta di avvicinarsi alla donna nasce da una denuncia depositata davanti alla stazione di Leverano dei carabinieri, nel momento in cui, allo stremo e vedendo che anche il suo nuovo compagno stava subendo lo stesso trattamento, ha deciso di mettere per sempre la parola “fine” a una situazione che definire angosciante, è dir poco.   

Al termine di una lunga relazione durata sei anni, nel novembre del 2013, non accettando la decisione di quella che ormai era diventata la sua compagna, il 45enne avrebbe iniziato a manifestare un comportamento assillante e ossessivo, con continue telefonate, messaggi sul cellulare, appostamenti sotto casa anche di notte e persino pedinamenti.

Talvolta avrebbe chiesto alla donna di entrare in casa, in un'occasione ci avrebbe provato senza autorizzazione. Le minacce di morte sarebbero arrivate nel momento in cui la donna ha intrapreso una nuova relazione e avrebbero riguardato anche il nuovo compagno. Esplicito, ad esempio, un episodio in cui avrebbe mimato per strada il segno della croce al passaggio della coppia. Lo stesso nuovo fidanzato sarebbe stato vittima di appostamenti e pedinamenti. 

Temendo conseguenze gravi, la donna è arrivata a rivolgersi a un istituto di vigilanza, facendo installate sia un sistema perimetrale di allarme, sia uno di videosorveglianza. Tutto inutile, tanto che alla fine ha deciso di rivolgersi ai carabinieri.

Il sostituto procuratore Stefania Mininni ha quindi richiesto l'emissione di una misura che arginasse il problema, che il gip ha accolto sulla scorta della coerenza e logicità del racconto fornito dalla vittima, ma anche sulla base di fondamentali testimonianze, quelle fornite dal nuovo compagno e di guardie particolari intervenute in diverse occasioni davanti casa della donna, cioè quando M.D’A. si sarebbe puntualmente ripresentato tentando per l’ennesima volta i suoi inopportuni approcci. 

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