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Liberato l'immobile "Ex Agip" con l'intervento della polizia locale

Eletto rifugio da un senzatetto di origini bulgare, che più volte ha rifiutato sistemazioni alternative, è un bene vincolato. Ma il bando che si aggiudicò nella primavera del 2017 una cordata guidata dal regista Ozptek si è rivelato un buco nell'acqua

LECCE – Con l’intervento della polizia locale, alle 7 del mattino è iniziato lo sgombero dell’ex stazione di servizio Agip, tra viale Calasso e viale dell’Università. Le operazioni sono durate qualche ora, anche perché non è stato semplicissimo tenere a bada l’uomo, un senzatetto di origini bulgare, che si era preparato un giaciglio all'esterno, sotto la tettoia, accumulando le proprie cose all'interno dopo aver forzato la porta d'ingresso. A lui, più di recente, se ne era aggiunto un altro, del luogo. Il personale dell’azienda Monteco ha proceduto alla rimozione delle masserizie tra cui una cucina funzionante e una bombola alimentata a gpl.

Più volte nel corso del tempo l’assessorato alla Politiche Sociali aveva prospettato situazioni più dignitose, seppur temporanee, ma non c’è stato mai verso di convincere l’uomo. E anche oggi i tentativi fatti dall'assessora, Silvia Miglietta, non sono andati a buon fine, almeno per quanto concerne il senzatetto straniero mentre l'altro ha accettato di andare presso una struttura della parrocchia dell'Idria. Rispetto all'attuale numero di clochard presenti in città, ha fatto sapere l'esponente del governo cittadino, le rete di servizi messa in piedi da Comune, curia e associazioni è in grado di far fronte alla domanda abitativa ma l'ultima parola sta sempre alla persona interessata, la cui volontà non può essere coatta.

La storia dell'ex Agip

L'immobile ha una storia particolare: è il primo di quel genere vincolato da una soprintendenza italiana perché ritenuto espressione di archeologia industriale. La stazione di servizio fu progettata nel 1952 da Mario Bacciocchi, nel solco di quella di piazzale Accursio, a Milano. Una volta dismesso l’impianto, l’area, di proprietà di Eni, è stata acquistata dal Comune di Lecce. Nel febbraio del 2017 la giunta dell’allora sindaco Perrone si decise per un bando finalizzato al recupero e alla riqualificazione: intanto Ferzan Ozpetek lo aveva utilizzato come set per il film “Allacciate le cinture”. Fu proprio il regista a guidare un sodalizio che presentò l’unica offerta, in virtù di un bando particolarmente oneroso (circa 400mila euro più un canone annuale di poco più 17mila euro). Quella cordata, però, si è sciolta come neve al sole e la stazione ex Agip è rimasta sospesa in un limbo da quale si spera che possa venir fuori con un’iniziativa dell’attuale amministrazione.

Sta, infatti, per approdare nella competente commissione il nuovo regolamento sull’uso dei beni pubblici. La strada è quindi quella di un bando, ma ci sono da valutare anche alcune manifestazioni di interesse che hanno portato anche in tempi recenti a sopralluoghi: l’ex Agip continua a piacere e la sua posizione strategica non passa inosservata. Il programma elettorale dell’attuale primo cittadino, Carlo Salvemini, immagina la stazione di rifornimento come info point, con la possibilità di iniziative di tipo sociale e artistico.

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