Cronaca

"Libertà per Mazzarelli": cori in aula degli antagonisti e l'udienza viene sospesa

E' successo a Milano, dove il giovane leccese, già imputato per l'assalto con i No Tav al cantiere di Chiomonte e per quello arrestato, è sotto processo anche per gli scontri con la polizia del maggio 2013 durante lo sgombero dell'ex Cuem. Si riprenderà a dicembre a porte chiuse

Repertorio (@TM News/Infophoto).

MILANO – Fra i sette imputati, lui, Graziano Mazzarelli, 23enne di Lecce, è l’unico che stando agli arresti (ma per fatti diversi rispetto al processo odierno) era presente oggi in aula, a Milano, nella cella per i detenuti. E questo ha condotto un nutrito gruppo di antagonisti (una trentina) a inneggiare slogan, invocando per la sua libertà. Tanto da obbligare il presidente della quarta sezione penale, Oscar Magi, a sospendere l’udienza e a ricominciare solo dopo un’ora, quando l’aula al terzo piano del palazzo di giustizia di corso di Porta Vittoria è rimasta finalmente sgombra. Aggiornato al 2 dicembre, il processo riprenderà a porte chiuse.

Ha destato scalpore la presa di posizione di chi, questa mattina, ha iniziato a scandire slogan e cori nel bel pieno di un processo nel quale sono imputati alcuni giovani che avrebbero partecipato a furiosi scontri col la polizia, il 6 maggio del 2013, in seguito allo sgombero dell’aula dell’università statale nota come “libreria ex Cuem”, occupata da alcuni collettivi studenteschi.

Oltre a Mazzarelli, gli altri imputati sono Enrico Palmieri, Daniele Toffolon, Pierloreto Fallanca, Achille Amlesu, Francesco Parisio e Clara Sistilii, accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Secondo il pubblico ministero Piero Basilone, “in concorso fra loro e con altre persone in corso di identificazione (circa trenta), usavano violenza e minaccia contro lo schieramento delle forze dell'ordine, pubblici ufficiali, al fine di opporsi all'esercizio delle loro funzioni, consistenti nell'attuazione di un servizio finalizzato al ripristino dell'ordine pubblico predisposto dalle autorità di pubblica sicurezza a seguito dell'occupazione abusiva dei locali della libreria Ex Cuem”.  Il rinvio a giudizio risale al maggio scorso.  

“Volevano manifestare la loro solidarietà a Graziano Mazzarelli, che è detenuto nel carcere di Lecce in un regime di massima sorveglianza, d’isolamento”, ha spiegato l'avvocato Eugenio Losco, che difende Mazzarelli e altri, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa. Una forma di protesta che si somma a quella dei quattro No Tav, Chiara Zenobi, Mattia Zanotti, Claudio Alberto e Niccolò Blasi, detenuti per l’assalto al cantiere di Chiomonte del 14 maggio 2013: stanno attuando lo “sciopero dell’aria”, cioè il rifiuto di presentarsi nella zona per il passeggio, nel cortile del carcere, durante gli orari previsti dal regolamento.

Anche Mazzarelli è stato arrestato per gli scontri di Chiomonte, sebbene in un momento successivo, dalla Digos di Lecce su mandato della Procura di Torino, e non in concorso con Zenobi, Zanotti, Alberto e Blasi.

"Oggi era la prima volta che i compagni lo vedevano e volevano dargli segnali di solidarietà - ha aggiunto l'avvocato Losco, sempre secondo quanto riporta l’Ansa -, si è trattato soprattutto di saluti e di slogan come 'liberi tutti' e 'fuori tutti dalle galere”. Mazzarelli, che è domiciliato da tempo a Milano, è anche indagato insieme a decine di altri giovani per la controversa vicenda riguardante la manifestazione autorizzata degli ultras salentini del maggio 2011. 

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