Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Licenziamento “discriminatorio” di un dipendente Securpol? Usb in protesta

L'istituto di vigilanza avrebbe licenziato un lavoratore "reo di aver affisso un volantino": lo denuncia il sindacato che parla di un vero attacco all'intera Usb e annuncia un sit-in per venerdì 23 gennaio ai piedi della prefettura. "L'anno zero del lavoro"

LECCE – Un presunto licenziamento “discriminatorio” all’interno dell’istituto di vigilanza Securpol Security di Lecce: è questa la denuncia del sindacato Usb secondo il quale un lavoratore sarebbe stato estromesso dall’azienda perché “reo di aver affisso un volantino di protesta dell’Unione sindacale di base”. “Ci risiamo – si legge in una nota stampa firmata dalla segreteria del sindacato-.  Altro che Jobs act, tutele e democrazia. Siamo ad un bollettino di guerra: guerra al lavoro e al sindacato, quello vero, l’Usb appunto”.

La ditta Securpol Security di Lecce, che lavora per conto della Asl di Lecce salentina, da mesi non pagherebbe gli stipendi ai dipendenti (stando alla segnalazione del sindacato) e nel mese di luglio 2014 “ha licenziato due lavoratori iscritti ad Usb, poi reintegrati sul posto dal giudice cui si erano appellati”.

Continuerebbe, quindi, il presunto “stillicidio di contestazioni, rivolte naturalmente solo agli iscritti alla nostra organizzazione, rei di aver portato la loro vertenza fatta di turni estenuanti e mancati pagamenti  all'attenzione delle istituzioni (prefettura e azienda sanitaria) ed aver organizzato una serie di azioni di protesta”, denuncia Usb Lavoro privato.

“Ma non basta – si legge ancora -. La Securpol, evidentemente non contenta, qualche giorno fa ha licenziato il nostro delegato Antonio Grasso. La colpa? Aver affisso un volantino dell'Usb. Siamo all'anno zero per il lavoro e per i lavoratori. Noi, come già riscontrato dal giudice per gli altri due casi, riteniamo il licenziamento, oltre che illegittimo, fortemente "discriminatorio" nei confronti di Antonio e dell’intera organizzazione sindacale”.

“Siamo altresì convinti che il licenziamento di Lecce sia da leggere come un attacco, non solo ai diritti dei lavoratori, ma in particolare a quelli degli iscritti all'Usb”, prosegue la nota. I sindacalisti assicurano la loro vicinanza ad Antonio e a tutti gli altri lavoratori di Securpol e annunciano un presidio di protesta presso la prefettura di Lecce, programmato per venerdì 23 gennaio, al fine di rivendicare i diritti dei dipendenti dell’istituto di vigilanza e accendere un faro sul presunto licenziamento “discriminatorio”.  

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