Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Licenziato dopo il trapianto? L'Asl ribatte: "Provvedimento mai adottato"

Il direttore Valdo Mellone chiarisce che l'inefficacia dell'atto, in quanto sospeso per verifiche dovute alla delicatezza del caso. E precisa: "Agiremo contro chi ha fornito dati inesatti pur conoscendo bene le circostanze"

CASARANO - Non si è fatta attendere la risposta ufficiale della direzione generale dell'Asl sul caso sollevato ieri, a mezzo stampa, del dipendente del "Ferrari", già trapiantato al fegato, che aveva ricevuto un provvedimento di licenziamento per assenza ingiustificata. A scrivere una nota è il direttore generale, Valdo Mellone.

"In relazione al caso, riportato dai media - precisa -, di un lavoratore già trapiantato di fegato al quale è stato comminato dall'Ufficio provvedimenti disciplinari il licenziamento per assenza ingiustificata prolungata, provvedimento ad oggi ancora privo di efficacia, non essendo stato ancora adottato da questa direzione, allego disposizione con la quale ho sospeso il provvedimento per approfondimenti istruttori. Quanto sopra anche a seguito dell'interessamento del presidente Vendola e dell'assessore Gentile".

Nella disposizione si legge che vista la delicatezza del caso, con riferimento al percorso clinico del lavoratore interessato, nonché "all’emergere di circostanze che, riportando ad errori di terzi, potrebbero apparire come elementi di mitigazione della infrazione contestata, pur nel rigore della norma ex art. 55 quater, comma 1, lettera b del D.Lgs. 165/2001 s.m.i. che commina il licenziamento come conseguenza di assenze ingiustificate superiori a 3 giorni nel biennio" e, pur apparendo il provvedimento adottato, "allo stato degli atti, immune da vizi o imperfezioni e non provvisto di discrezionalità alcuna a norma di legge", si sospende per approfondimento istruttorio l'atto di risoluzione del contratto individuale di lavoro.

Viene riconvocato l’ufficio procedimenti disciplinari per l’approfondimento della rilevanza, in termini attenuativi, "dell’affidamento fatto dal lavoratore interessato su eventuali erronee indicazioni di terzi (organizzazione sindacale) chiamati a fornire assistenza e tutela, nonché della sussistenza e rilevanza, al medesimo fine, di eventuali ritardi della amministrazione aziendale nella diffida a riprendere servizio"; inoltre, viene disposto "il mantenimento temporaneo in servizio del lavoratore interessato sino a definizione istruttoria del procedimento".

"Naturalmente - aggiunge nella nota lo stesso Mellone - l’azienda si riserva espressamente, previo riesame integrale del caso, di agire nei confronti di chi ravvisasse aver scientemente comunicato ai media dati inesatti, pur essendo a conoscenza di ogni circostanza, inducendo letture 'orientate' in danno d’immagine e della imparzialità ed obiettività di questa pubblica amministrazione".

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