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Lido Canne, troppe violazioni: e ora arriva lo stop alla concessione

Prima l'occupazione abusiva del demanio con denuncia del titolare, poi la violazione di sigilli, per la quale è finita nei guai la madre. Il Comune ha emesso due ordinanze che sanciscono, di fatto, la chiusura della struttura balneare

PORTO CESAREO – Tanto tuonò che piovve. Dopo due denunce di fila, arriva lo stop alla concessione demaniale. Che sancisce, di fatto, la chiusura dello stabilimento balneare proprio mentre si sta entrando nel clou della stagione estiva. Si tratta di Lido Canne, struttura di Torre Lapillo, marina di Porto Cesareo. Su di esso, dunque, si è ora abbattuta la scure del Comune, che ha firmato ieri ben due ordinanze, eseguite oggi dai carabinieri della Sezione operativa di Campi Salentina, con i militari della stazione locale e la polizia locale.

Le ordinanze sono state emesse dal settore urbanistico per la sospensione della concessione e da quello affari legali, risorse umane e Suap, per la chiusura dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Le concessioni erano state rilasciate a P.A., 48enne, copertinese, titolare del lido, già finito nei guai il 20 luglio scorso. Nel pomeriggio di quel giorno, infatti, i carabinieri l’avevano denunciato per aver collocato ventisette ombrelloni e cinquantaquattro lettini su circa 200 metri quadri di area demaniale marittima, senza godere di alcuna autorizzazione.

L’area era stata sgomberata e l’attrezzatura sequestrata, e tuttavia, solo due giorni dopo si è verificato un fatto piuttosto grave. Il 22 luglio, infatti, di buon mattino, ombrelloni e lettini erano “magicamente” ricomparsi in spiaggia. Tanto che i carabinieri erano ritornati sul posto, denunciando questa volta la madre del titolare, C.T., 74enne, per violazione di sigilli.

La donna, nominata con il figlio custode giudiziale del materiale sequestrato, è stata infatti accusata di aver riutilizzato le attrezzature nell’attività balneare. Tanto che si è deciso, dopo questo secondo episodio di fila, di affidare ombrelloni e quant’altro in custodia giudiziale al sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano. E ora, proprio dal Comune, è arrivata la stoccata finale.

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