Cronaca

Lido Ponticello, tolti i sigilli. L'amarezza del gestore: "Vicenda kafkiana"

Il sequestro della struttura di San Cataldo era avvenuto alla fine di giugno. Peschiulli: "Ma avevo già depositato parere della Regione che attestava l'errata interpretazione della legge"

SAN CATALDO (Lecce) – Il 14 luglio sono stati tolti i sigilli al lido Ponticello di San Cataldo. Che quindi ha riaperto i battenti. Con un sospiro di sollievo del gestore, Andrea Peschiulli, il quale, però, non manca di polemizzare, definendo la situazione “kafkiana”.

Ripercorre quindi le tappe della vicenda. “Il 27 di giugno – spiega Peschiulli - l'ufficio urbanistica del Comune di Lecce ha apposto i sigilli con un ordine di sequestro della struttura chiosco bar del mio lido, nonostante il 24 avessi depositato presso lo stesso ufficio parere della Regione Puglia che attestava l'errata interpretazione della legge da parte dell'ufficio comunale”.

Si tratta di una vicenda, stando a quanto aggiunge Peschiulli, “che si protrae da oltre tre anni, tra carte bollate e tribunali con un enorme dispendio di risorse economiche psicologiche e fisiche”. “Ormai gli uffici pubblici demandano alla magistratura le decisioni amministrative non assumendosi responsabilità del loro operato, ingolfando i tribunali di inutili contenziosi e oberando i pubblici ufficiali che hanno un carico di lavoro già enorme”, accusa quindi il gestore. Che aggiunge: “In diciannove anni di attività mi sono trovato coinvolto in ben cinque contenziosi che mi hanno visto vittorioso”.

Peschiulli spiega che in tutto questo tempo ha “contribuito al miglioramento paesaggistico e ambientale”. “In diciannove anni di presenza sul litorale di San Cataldo – dice - mi sono occupato di bonificare un'area che era interessata da rifiuti portuali, tra cui la discarica continua di enormi quantità di alghe. Nel tempo – prosegue - ho provveduto alla piantumazione e irrigazione di essenze dunali apponendo ai limiti delle dune stesse dei paletti, al fine di evitare il parcheggio di autovetture”.

Ancora: “Ho ricostruito le dune erose dalle forti mareggiate invernali dimostrando principalmente a me stesso che l'uomo non sempre è invasivo nei confronti della natura ma può coesistere con essa coadiuvandola”. Poi, i ringraziamenti: “Alla magistratura, che sta facendo luce su questa vicenda”. Ringraziamenti che coinvolgono anche il “direttivo di I love San Cataldo e  il direttivo di Cna balneari con i quali ho lavorato per la soluzione del problema e che mi hanno affiancato in questo periodo, dandomi un forte sostegno tecnico e soprattutto morale”.  Peschiulli aggiunge che ha anche pensato di mollare tutto, a un certo punto. “Ma la mia natura e la mia predisposizione al senso di giustizia ha prevalso e mi ha fatto continuare a lottare”.

In una nota stampa della scorsa settimana, inviata dalla polizia locale, si spiegava che in seguito all’intervento congiunto con il Nucleo di vigilanza edilizia del Comune di Lecce, erano stati posti i sigilli a “oltre 250 metri quadrati di manufatti in legno di facile rimozione - una pedana coperta a servizio di un chiosco bar, tre cabine spogliatoio, tre bagni, due docce semiaperte ed un locale adibito a pronto soccorso”, specificando che “da un anno pendeva un’ingiunzione di demolizione, con intimazione di ripristino dello stato dei luoghi”.

Ma Peschiulli sostiene che “il Ponticello è solo ed esclusivamente coinvolto nel sequestro della struttura per un iter amministrativo incagliato e per nessun’altra ragione”.

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