Studenti part time, esclusi i fuori corso. Link reclama l’estensione del diritto

La figura, prevista nel 2011, tutela gli studenti lavoratori e non solo, risparmiando loro una tassazione aggiuntiva. Il Senato accademico ha approvato l'estensione agli iscritti oltre il primo anno, ma resta ancora il nodo degli universitari fuori corso

LECCE - Si sono conclusi i lavori della commissione istituita nel luglio 2013 dal Senato accademico, su richiesta dell’associazione Link Lecce - coordinamento universitario, per discutere le proposte migliorative della figura dello studente part time.

Tale figura è stata prevista all’interno dell’ateneo salentino nel 2011 e garantisce la possibilità di concordare il tempo massimo per laurearsi in corso. Si tratta, quindi, di un’iniziativa che permette agli studenti che non possono dedicare tutto il tempo allo studio (innanzitutto i lavoratori ma non solo) di non uscire fuori corso, evitando così di pagare i contributi aggiuntivi previsti dal sistema di tassazione.

Link si è battuta in tal senso, chiedendo l’istituzione della commissione in Senato accademico per discutere alcune criticità: “Attualmente, infatti, è possibile iscriversi come studente part time solo all’atto dell’immatricolazione, ma ciò non è permesso agli studenti che frequentano anni successivi al primo o fuori corso”, chiariscono gli universitari.

La commissione ha approvato la proposta di Link di estendere anche agli studenti di anni successivi al primo la possibilità di iscriversi come part time, ma non è ancora previsto per gli studenti fuori corso.

“Siamo soddisfatti dell’estensione di tale figura anche agli anni successivi – hanno commentato i referenti di Link- , ma non ci sorprende come la commissione abbia rigettato la nostra richiesta di estenderlo anche ai fuori corso. Infatti, ormai da anni si sta consumando un vero e proprio accanimento nei confronti degli studenti fuori corso, costretti a pagare delle tasse più salate, perché avvertiti come un peso per l’Università nella distribuzione del Fondo di finanziamento ordinario”.

In difesa della figura dello studente fuori corso, Link osserva come spesso “non si tenga conto di come spesso a portare lo studente in questa condizione siano proprio problemi strutturali degli ordinamenti, vedi i difetti organici alla stessa didattica (cattiva distribuzione degli appelli nel corso dell’anno accademico, assenza di strumenti quali tutorati o corsi di integrazione della didattica) oppure le particolari condizioni economiche che portano gli studenti a lavorare per mantenersi agli studi”.

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In virtù di queste precondizioni i ragazzi di Link si stanno battendo per evitare che sui colleghi venga a gravare anche il peso di una maggiore tassazione e chiedono che durante la seduta del 12 maggio dedicata alla discussione ed approvazione del nuovo regolamento, i senatori deliberino di estendere la figura dello ‘studente part time’ anche ai fuori corso.

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