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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca Leuca / Via di Leuca

Lite furibonda, uomo ferito con un arpione conficcato in una mano

È successo a Lecce, in via Leuca, a mezzogiorno. Sul posto polizia e 118. All'origine dovrebbero esservi attriti a livello familiare, dovuti a una contesa per un'eredità

LECCE – Ci sono probabilmente vecchie ruggini familiari, attriti divenuti ormai insanabili, in particolare una questione di eredità, dietro alla vicenda che ha quasi del surreale avvenuta in via Leuca, a Lecce, verso mezzogiorno, terminata con un arresto e un ferito in ospedale.

Sembra che tutto sia iniziato lontano dal luogo della “disputa” finale, quando due autovetture si sono definitivamente bloccate all’altezza delle strisce pedonali, a metà fra la pasticceria De Leo e la filiale della Banca di credito cooperativo di Terra d’Otranto, ovvero all’incrocio semaforico con le vie Pordenone e Amba Alagi. Qui, dunque, le ultime fasi di una lite violenta degenerata in lesioni personali.

Davvero tante le telefonate arrivate ai numeri di pronto intervento, fra urla, trambusto, quella che a molti è sembrata persino una pistola spuntare all’improvviso e che alla fine era una fiocina da sub, visto che tutta la surreale vicenda è terminata con un arpione conficcato in una mano e sirene spiegate delle volanti della polizia in arrivo. Sul posto, anche carabinieri e, ovviamente, operatori del 118. Per i rilievi, la scientifica della questura.

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Dopo  approfondimenti, che hanno riguardato le persone principalmente coinvolte nella faccenda, in arresto è finito Cosimo Zizza, 72enne di Lecce. Si trova ai domiciliari, su disposizione del pubblico ministero di turno.

La contesa è avvenuta con i cognati, due fratelli di 64 e 57 anni. Proprio quest’ultimo ha riportato una ferita piuttosto seria alla mano sinistra. Gli operatori del 118 l’hanno trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dato che aveva ancora l’arpione conficcato e che doveva essere estratto, operazioni impossibile sul posto. E a colpirlo, sarebbe stato proprio Zizza. In questura (a procedere sul caso è stata la polizia), si sono ricostruiti i fatti, anche sulla base di situazioni pregresse, e alla fine è scattato l’arresto.

Un'eredità contesa

La storia è tutt’altro che una novità. Anzi, sta quasi assumendo i contorni di una saga, visto che proprio l’uomo ritenuto autore del ferimento è lo stesso già condannato a un anno e mezzo nel marzo dello scorso anno per un’aggressione con mazza ferrata (in quel caso in concorso con un giovane) avvenuta nel rione Castromediano di Cavallino, quindi a breve distanza dal luogo del parapiglia di oggi. Vittima, in quella circostanza, l’altro cognato, oggi 64enne. E la condanna, con rito abbreviato, era stata la conseguenza del precedente arresto operato dopo indagini dei carabinieri. Il movente di tutto, appunto, sempre questioni legate all’eredità.

La vicenda del ferimento di Castromediano, che ha preceduto i fatti odierni, non è stata nemmeno la prima legata sempre ad attriti per ragione di successioni ereditarie. Già alla fine di maggio del 2020, infatti, durante un incontro sempre nel quartiere Leuca - in quel caso davanti al Bar degli Amici di via Dell’Abate -, la discussione terminò con il più anziano ad aggredire i due fratelli, impugnando una forbice. Nell’occasione, i due riportarono ferite lievi e l’uomo fu denunciato dalla polizia intervenuta sul posto.

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