Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Lite tra padre e figli, si accusano a vicenda di furti

Alla fine sono stati tutti denunciati: un 52enne e i suoi figli, di 27 e 24 anni. La polizia ha trovato a Villa Convento due moto-car senza documenti, più vari oggetti bruciati per ricavarne rame

Un'immagine di Villa Convento.-2

VILLA CONVENTO (Lecce) - La lite in famiglia degenera e arriva la polizia. E quando gli agenti giungono sul posto, la situazione assume una piega a dir poco grottesca: il padre, C.P., 52enne, accusa i figli di una serie di furti. I figli, a loro volta, rispettivamente G.P. e A.P., di 27 e 24 anni, rinfacciano al genitore gli stessi reati. Nel marasma generale, finisce con una denuncia a piede libero per tutti per ricettazione.

Il fatto è avvenuto a Villa Convento, frazione di Lecce, dove le volanti sono arrivate su segnalazione della centrale operativa, per sedare una lite. Una volta tranquillizzato, il genitore ha improvvisamente iniziato a parlare di furti di cavi elettrici, bruciati nella notte in una cava nelle vicinanze, per ricavarne del rame. Un racconto dal quale sarebbero scaturite gravi accuse nei confronti dei due figli. Ai quali avrebbe attribuito anche il furto di due moto-ape e di materiale di costruzione, rubato da un distributore di benzina ancora in fase di costruzione, sulla statale Lecce Novoli.

Ovviamente, dopo quella curiosa sequela di accuse, gli agenti sono andati con i piedi di piombo, ed hanno voluto verificare di persona la fondatezza del racconto. Per questo, si sono recati in casa dei figli, distante circa trenta metri da quella del padre. E qui, appreso dai poliziotti quanto appena riferito dal 52enne, i due ragazzi hanno deciso di incolpare a loro volta il padre, per le stesse vicende.

Gli agenti hanno dunque deciso di svolgere una perquisizione domiciliare ed effettivamente, nel piazzale davanti all'abitazione, hanno trovato una moto-car celeste, con la vernice che ricopriva in modo grossolano l'originale colore verde, priva di targhetta e documenti identificativi. Nel veicolo, i poliziotti hanno trovato una chiave e attrezzi compatibili con l'estrazione di fili elettrici e lo smontaggio di centraline. A.P, il figlio 27enne, avrebbe riferito di aver trovato il mezzo già in quelle condizioni, abbandonato circa quattro mesi prima in una campagna, in via Carmiano.

Dal garage dell'abitazione dei due fratelli è poi spuntata un'altra moto-car, di colore verde, priva di targa e di documenti identificativi. Nello spiazzo anche vari attrezzi e componenti elettrici, una serie di magneti termici, ancora attaccati ad una griglia metallica con i fili visibilmente tranciati e dei rubinetti nuovi, completi di chiave di arresto. Nei pressi della rampa di accesso al garage, i poliziotti hanno anche notato una matassa di filo elettrico lungo 305 metri, mancante di qualche decina di metri. Non è poi mancato neanche un sopralluogo nella cava indicata dal padre dei due, dove vi sarebbe un'appariscente macchia nera di cenere prodotta dalla combustione di copertoni bruciati e guarnizioni di grossi cavi elettrici. Alcuni ancora parzialmente bruciati.


A circa 150 metri, sempre all'interno dell'ex cava, sono poi stati trovati numerosi rivestimenti per grossi cavi, alcuni di colore grigio, alcuni neri e altri verdi, simili a quelli rubati di recente presso l'impianto di depurazione delle acque dell'Acquedotto pugliese di Lecce. Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato. Padre e fratelli, in attesa di fare maggiore chiarezza, sono stati tutti denunciati per ricettazione.

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