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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Evasione / Lizzanello

Litiga col suocero ed esce di casa, ma era ai domiciliari. Finisce in carcere un 49enne

In preda alla rabbia dovuta alla discussione con un familiare, Andrea Signore, di Merine (frazione di Lizzanello) ha violato le disposizioni dell’autorità giudiziaria ed è stato così arrestato per evasione

LIZZANELLO - Un’accesa lite con il suocero è costata l’arresto in carcere per Andrea Signore, 49 anni, residente a Merine (frazione di Lizzanello). Era ai domiciliari ma, in preda alla rabbia, ieri sera, avrebbe varcato la soglia di casa, urlando che non sarebbe tornato mai più. Ma il suo viaggio è durato poco, perché dopo aver percorso una trentina di metri, è incappato nei carabinieri della sezione radiomobile di Lecce che l’hanno arrestato per aver violato le disposizioni dell'autorità giudiziaria e l'hanno accompagnato nel penitenziario di “Borgo San Nicola”, su disposizione del magistrato di turno.

Lo scorso luglio, l’uomo è stato condannato a sette anni di reclusione dalla Corte d’appello di Lecce per il reato di tentato omicidio, in merito all’episodio avvenuto la sera del 20 novembre del 2019 nella piazza del suo paese, “Maria Santissima Assunta”, quando accoltellò il gestore del bar "Antica caffetteria del popolo".

In primo grado, il verdetto fu più lieve, a cinque anni e nove mesi e dieci giorni, poiché la prima sezione penale del tribunale di Lecce (composta dal presidente Stefano Sernia e dalle colleghe Maddalena Torelli e Alessandra Sermarini) qualificò il reato come lesioni gravi.

Secondo la ricostruzione dei giudici di primo grado, tutto sarebbe partito da questioni legate a una lite tra il titolare dell’esercizio commerciale e un giovane cliente, in difesa del quale sarebbe intervenuto Signore affondando poi la lama di 8 centimetri di un coltello a serramanico nell’addome del primo al quale provocò una ferita all’addome di 3 centimetri.

Per la difesa, rappresentata dall'avvocato Fulvio Pedone, Signore agì in quel modo per proteggersi, colpendo solo una volta la vittima.

Stando alle indagini, però, condotte dal pm Maria Rosaria Micucci con i carabinieri della Sezione radiomobile della compagnia di Lecce e i colleghi della stazione locale, il 49enne avrebbe continuato a inveire contro il ragazzo sanguinante anche all'arrivo dei militari e il malcapitato si salvò grazie all’intervento dei sanitari del 118 (per quella coltellata subì un delicato intervento chirurgico nell’ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano).

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