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Venerdì, 19 Aprile 2024
Cronaca

Litoranea adriatica, tornano gli autovelox. La protesta dello "Sportello dei diritti"

Torna a far discutere l'utilizzo degli autovelox lungo la litoranea (a competenza provinciale) Otranto-San Cataldo. A sollevare il caso è lo "Sportello dei Diritti", che punta il dito contro la riattivazione degli stessi, che arriva dopo che la Provincia aveva deciso di "spegnerli" verso la metà di giugno

LECCE – Torna a far discutere l'utilizzo degli autovelox lungo la litoranea Otranto – San Cataldo. A sollevare il caso è lo “Sportello dei Diritti”, che punta il dito contro la riattivazione degli stessi, che arriva dopo che la Provincia aveva deciso di “spegnerli” verso la metà di giugno dando in certo qual modo seguito alle numerose polemiche scatenate dopo che migliaia di cittadini, tra cui centinaia di turisti, caduti in quella che lo “sportello” definisce una vera e propria “trappola” posta su un tratto a bassissima incidentalità dove il limite è fissato a 50 chilometri orari.

La Provincia, infatti, ha deciso la riattivazione delle due postazioni fisse in zona Alimini nonostante le centinaia di ricorsi presentati dinanzi al giudice di pace di Lecce per una serie di motivazioni tra cui la scarsa avvistabilità, mentre ne pendono alcune migliaia innanzi al prefetto dopo che lo stesso Comune di Otranto ha avviato un procedimento per la rimozione degli apparecchi, minacciando addirittura la rimozione coatta nel caso in cui l’ente non avesse ottemperato, stanti i deficit autorizzativi per la sussistenza di vincoli paesaggistici nell’area indicata.

“Evidentemente per l’amministrazione provinciale, che ha visto di recente riconfermare il presidente Antonio Gabellone – commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” –, di questi aspetti di legittimità e soprattutto del gravissimo danno all’immagine nei confronti del Salento e in particolare del territorio comunale di Otranto dopo che centinaia di turisti si sono lamentati per aver subito delle sanzioni amministrative esosissime che ai più sono apparse ingiuste per le ragioni sopra evidenziate, poco importa”.

“Ecco perché – prosegue D’Agata –, dobbiamo nuovamente accusare questa politica che con la scusa di una fantomatica perseverazione della sicurezza stradale vuol “far cassa” sulle tasche dei cittadini, preannunciando che si continuerà come è stato fatto a partire dalla scorsa primavera a difendere i cittadini contro queste iniquità, predisponendo gratuitamente i ricorsi, anche se confidiamo nell’intervento, che questa volta speriamo risolutore, dell’amministrazione comunale di Otranto e degli illustri esponenti politici otrantini, alcuni dei quali condividono la stessa esperienza politica del presidente della Provincia”.

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