Cronaca

Livelli di radioattività nelle campagne di Andrano, nessun rifiuto pericoloso

La consulenza finale non è stata ancora depositata dal geologo Antonio Susanna al sostituto procuratore Antonio Negro, ma i primi accertamenti eseguiti escluderebbero la presenza di rifiuti radioattivi o elementi nocivi e pericolosi nelle campagne del comune di Andrano

LECCE – La consulenza finale non è stata ancora depositata dal geologo Antonio Susanna al sostituto procuratore Antonio Negro, ma i primi accertamenti eseguiti escluderebbero la presenza di rifiuti radioattivi o elementi nocivi e pericolosi nelle campagne del comune di Andrano. Il consulente, un docente universitario, ha eseguito rilievi nell’aria per stabilire l’effettività presenza di radioattività nella zona interessata ed ha esaminato i carotaggi e i rilievi già eseguiti dall’Arpa e da altri esperti, analizzando la qualità e la composizione del terreno anche e soprattutto in base alla sua morfologia.

Si tratta di indagini conoscitive disposte nell’ambito di una più vasta inchiesta giudiziaria relativa a un fascicolo per traffico di rifiuti, attualmente a carico di ignoti. Un controllo del territorio finalizzato all’individuazione di possibili discariche pericolose. Proprio nel corso di questi accertamenti, avvenuti attraverso il telerivelamento aereo di alcune aree della penisola salentina, si sono registrate alcune anomalie e dati sospetti. I rilievi a terra, eseguiti anche dall’Arpa, hanno fornito dati contradditori su cui gli inquirenti vogliono sciogliere ogni dubbio. Secondo un protocollo, infatti, le anomalie registrate dai sensori devono essere di volta in volta analizzate e potranno essere approfondite attraverso scavi e carotaggi della zona.

I valori sospetti deriverebbero dalla morfologia del territorio, che risente dei test nucleari eseguiti nell’Africa subsahariana e degli effetti del disastro di ?ernobyl', in Ucraina (il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare. È uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 e massimo della scala Ines dell'Iaea, così come l'incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011).

Sono stati i carabinieri del Noe, guidati dal maggiore Nicola Candido, a depositare in Procura un informativa relativa all’area presente nel Capo di Leuca. In particolare, i primi rilevamenti avrebbero segnalato livelli sospetti di uranio e celio. I controlli approfonditi sono serviti proprio a scongiurare ogni dubbio e ogni ipotesi di inquinamento. La Procura della Repubblica di Lecce, in un comunicato ufficiale, aveva già escluso ogni allarme riguardo ai livelli di radioattività nel comune di Andrano, “in quanto i rilievi hanno consentito di accertare che il livello di radioattività è inferiore al limite di 1 microsievert/h che costituisce il livello minimo di pericolo per la salute”.

“Inoltre – si legge nella nota, a firma del procuratore Cataldo Motta – non è stata riscontrata alcuna presenza di radionuclidi gamma emettitori di origine artificiale, riconducibili a sorgenti radioattive utilizzate nell’industria o nel settore ospedaliero: il che rende verosimile che il fenomeno sia naturale e derivi dalle caratteristiche intrinseche del terreno”. Un’ipotesi avvalorata anche dalla valutazione del Ministero dell’Ambiente, che fa riferimento alla conformazione carsica dei campi presi in esame. I controlli che “devono costituire per i cittadini elemento di fiducia e di tranquillità piuttosto che fonte di allarmismo”.

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