Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

"Lo Stato smantelli gli impianti energetici irregolari"

Appello al prefetto di Lecce degli ambientalisti salentini, che chiedono lo smantellamento degli impianti fotovoltaici ed eolici irregolari sul territorio: "In gioco credibilità delle istituzioni"

Pale eoliche e, sullo sfondo, pannelli fotovoltaici, nelle campagne salentine.

LECCE - Un appello al prefetto di Lecce, firmato dal Coordinamento civico per la Tutela del territorio, della salute e dei diritti del cittadino e dal Forum ambiente e salute del Grande Salento, affinché nello "scandalo fotovoltaico" lo stato non ceda ai ricatti (occupazionali o d'altro tipo) delle lobby politico-imprenditoriali trasversali, provenienti dal mondo della "Green economy industriale". Con una richiesta esplicita, diretta, forte: "Lo stato smantelli tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici irregolari".

"Nessun pannello fotovoltaico - affermano - va posto nei campi, ma solo sui tetti degli edifici recenti: questo vuol dire rispettare e fare rispettare il principio contenuto nell'articolo 9 della nostra Costituzione, che tutela il paesaggio della nazione, non a caso insieme alla ricerca scientifica, e al progresso tecnologico. Principio tra i fondamentali e fondanti alla base della nostra Repubblica".

Secondo gli ambientalisti, dopo la sconfitta del nucleare, servono dovere civico e responsabilità morale di salvare il Salento dalla devastazione eolica e fotovoltaica, per distinguere le "rinnovabili buone" (a zero impatto per l'ambiente con pannelli fotovoltaici posti sui tetti delle strutture recenti), da quelle "aberranti" e devastanti. Per questa ragione, gli ambientalisti scrivono al prefetto di Lecce, Mario Tafaro, sottolineando come gli amministratori locali, "invischiati, più o meno, in buona fede, nella macchina della più grande speculazione della storia di Puglia", prendono le difese "dell'indifendibile" rendendo gli enti pubblici "corresponsabili dell'immane scempio in corso al grado doppio".

Gli ambientalisti mettono alla berlina una "ecologia calpestata, mistificata e vilipesa", trasformata in "strumento di morte della biodiversità, della bellezza e della cultura": "È una 'mala' -scrivono - della 'Green economy industriale', come autorevolmente denunciato dalla Commissione bicamerale antimafia in trasferta eccezionale d'emergenza in Puglia, alcuni mesi fa, il cui presidente, il senatore Giuseppe Pisanu, ha posto il sigillo di conferma sulle miriadi di denunce che da più parti sono giunte". Il rischio concreto è quello di interessi della criminalità organizzata su questa nuova risorsa economica, che facilita un "regime da far west" dell'illegalità e della devastazione, in una corsa all'oro, "selvaggia" e "spregiudicata", come l'ha definita il Tar di Bari.


In sostanza, gli ambientalisti chiedono al prefetto di contribuire alla salvaguardia del territorio, reprimendo il fenomeno ed indirizzando amministratori, imprenditori degli impianti abusivi, forze di magistratura, a far sì che "tutti i cantieri e impianti sequestrati nei campi e nella natura in generale, di eolico e fotovoltaico, siano smantellati urgentemente e i siti restaurati in ruralità e naturalizzati, eventualmente rimboschiti, per il bene del pianeta, del micro-clima, della fertilità dei suoli, della ricchezza vera del territorio". Ci sarebbe in gioco "l'onorabilità" e la "credibilità" dello stato.

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