Cronaca Sanarica

Lui, lei, l'altro. E va trovarlo a casa. Con un'arma

Sospettando che la moglie avesse una relazione extraconiugale, un operaio 33enne è andato a chiarirsi con il presunto rivale in amore. In auto una pistola senza tappo rosso. In casa altre armi

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SANARICA - Il tradimento è un'onta che non tutti sono disposti a sopportare. Il pensiero che sua moglie potesse essere finita tra le braccia di un altro uomo l'ha spinto a voler affrontare di persona il suo presunto rivale in amore. Peccato però che sotto il sedile dell'auto avesse una pistola. E' proprio il caso di dire, oltre al danno, la beffa. Tradito e indagato. Non solo, infatti, ha dovuto accettare l'idea che la sua donna potesse aver preferito un altro: come se non bastasse, si ritrova anche indagato dalla Procura della Repubblica con le accuse d'illegittima detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo, più minaccia aggravata dall'uso delle armi.

Questa mattina, all'uomo è stato notificato un provvedimento di chiusura delle indagini preliminari, insieme ad un decreto di sequestro preventivo per due carabine e due pistole lanciarazzi firmato di persona dal procuratore capo Cataldo Motta. Gli inquirenti hanno iniziato ad interessarsi alla vicenda, avvenuta a Sanarica, a partire dallo scorso 2 marzo. All'origine di tutto, una presunta relazione extraconiugale che la moglie dell'indagato, un operaio 33enne, avrebbe allacciato con un autista di mezzi pubblici, conosciuto per motivi di lavoro. L'operaio, però, ha iniziato a sospettare che il rapporto fra i due non fosse solo meramente professionale. Così un giorno ha preso il telefono per chiamare il presunto amante e, accecato dalla gelosia, gli avrebbe detto in tono minaccioso: "Adesso vengo a trovarti".

Allarmato dal tono intimidatorio della conversazione, l'autista ha immediatamente chiamato il 112 perché fossero inviate delle pattuglie in supporto, temendo per la sua incolumità. Il 33enne intanto era arrivato presso l'abitazione del suo rivale, iniziando a discutere animosamente. Scena alla quale hanno poi assistito i carabinieri di Muro Leccese, intervenuti sul posto per evitare che la situazione degenerasse. I militari per precauzione hanno poi deciso di controllare l'auto dell'operaio, e sotto il sedile hanno trovato una pistola calibro 8 priva di tappo rosso. Si è poi proceduto ad una perquisizione domiciliare, all'esito della quale sono state rinvenute due carabine, una pistola calibro 6 ed undici cartucce artigianali dello stesso calibro. Tutto materiale che era stato acquistato regolarmente, ma che non era stato denunciato all'autorità competente. L'indagato è difeso dall'avvocato Sergio Santese.

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