Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

"Ma quale furto? Stavo scolpendo la pietra": artista, si difende dalle accuse

Un 58enne di Galatone racconta la sua versione, dopo una denuncia. E gli attrezzi che aveva con sé sarebbero suoi e non rubati

Foto di repertorio.

GALATONE – Lui non ci sta a passare per un ladro. Certo, per ora pende un’accusa di furto aggravato. E per tale motivo è iscritto nel registro degli indagati. Ma la sua storia differisce molto, rispetto a quanto constatato dai carabinieri. Lui sostiene di essere arrivato in quella zona per lavorare la pietra, creare una scultura. E’ la sua passione, realizza anche piccoli lavori che vende. E’, di fatto, un artista.

G.Z., 58enne di Galatone, è stato fermato la sera del 21 ottobre nei pressi di una villa disabitata del suo comune, lungo la via per Lecce, e infine rilasciato con una denuncia a piede libero. Secondo i carabinieri, stava per andarsene portando via alcuni attrezzi e una pietra di carparo semilavorata. Il proprietario dell’immobile, che al momento è praticamente un rudere, risiede a Monza. Contattato, non ha però voluto sporgere denuncia. Ma l’accusa è comunque piovuta d’ufficio.

G.Z., che conosceva probabilmente quella dimora per essere vetusta e in stato d’abbandono, racconta tramite il proprio avvocato, Alessandro D’Oria, di aver trovato la pietra in tufo, completamente abbandonata nella campagna adiacente. Quindi, a suo dire non intendeva arraffare nulla, tantomeno gli attrezzi dei quali è stato trovato in possesso. E questo, semplicemente, perché si tratterebbe degli strumenti che adopera proprio per i suoi lavori. Insomma, quegli attrezzi non sarebbero stati trovati nella villa disabitata, ma sarebbero suoi e usati per l’attività di scultore. Lì, dunque, si sarebbe trovato proprio per scolpire quella pietra che, appunto, sarebbe stata a suo dire abbandonata nei pressi della tenuta.

“Emblematico è il fatto che il proprietario non abbia voluto sporgere querela, dato atto che nulla è stato sottratto dalla villa e dato che essa, è ormai completamente abbandonata”, spiega a tale proposito il legale.

Che su diversi punti vi sia stato un equivoco? Questa, di certo, è la verità di G.Z. che, a quanto pare, sarebbe anche pronto a dimostrare di essere proprietario degli attrezzi che aveva con sé, semmai la vicenda non dovesse essere archiviata prima e si dovesse, dunque, arrivare a un processo.

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