Cronaca

ma qui a Corfù è come se non avessi lasciato la puglia

"A me sembra di non aver mai lasciato la Puglia. Oleandri, la macchia mediterranea, i cespugli "riesti", i baffi di gatto, quando ero piccola li coloravo con i pastelli a spirito"

Vegetazione spontanea

Ci sono cose che non tornano. Se si riesce a rallentare forse a qualcuno viene in testa. Rallentare.

A me sembra di non aver mai lasciato la Puglia. Oleandri, la macchia mediterranea, i cespugli "riesti", i baffi di gatto, quando ero piccola li coloravo con i pastelli a spirito, alla fine anche le dita erano tinte. Poi gli ulivi, le rocce sul mare, il silenzio. Quel non tempo che fa rallentare. Come l'onda che si rompe a riva. Potente andare del mare soggetto alle correnti, al vento, a certe forze di attrazione. Come due esseri umani che si attraggono: uno si imbatte nell'altro. Si infrange a riva. Spargendosi come schiuma.

Voci e lingue straniere aspettano che il sole tocchi la fine del mare. Dopo traversate, escursioni tra tornanti e cespugli, dentro e fuori di sé. Sono stata in Grecia, ma la Puglia mi sembra di non averla mai lasciata. E ci sono cose che non tornano. Come certi squarci di cielo che ora sono in gabbia. Ho letto le reazioni, i commenti di chi le cose aspetta che ritornino. Persone che non conosco eppure guardano come me. Quattro giorni per rallentare il tempo.

In compagnia di amiche, quasi tutte ricercatrici:Tonia, Alessandra, Rosa e Alfreda: ma non siamo poi tutti ricercatori? Partendo da Issos, parte a Sud di Corfù, Kerkyra. Una macchina a noleggio a girare con la mappa, come veri ricercatori d'oro. L'oro alla fine lo trovi sempre, se cerchi. Le cave di Loutses, nelle viscere della terra, sotto il sole, dove fa fresco e dove il tempo è fermo da milioni di anni. Sidari, dove c'è il Canale dell'amore. Le onde fanno paura ed il vento scolpisce gradini nella roccia. Sidari, Peroulades, ai bordi di cristalli. Scendere e risalire tutte le volte.

Ristoranti bella vista, naturalmente. Tutti ad aspettare il tramonto, pronti a scattare con macchinetta digitale. Panoramica a strapiombo mentre le prime onde cominciano a incresparsi d'oro. Visto che l'oro si trova? Al cambio della guardia, come uno scambio di posto di astri. Il sole si abbassa lento dove Ulisse incontro Nausica. Cosa lo tenesse lontano da Penelope per anni solo lui lo sa. E' che lui, Ulisse, era un ricercatore, semplicemente. Avrà mangiato Zaziky anche il viaggiatore per eccellenza? Con quel forte sapore d'aglio che investe la purezza dello yogurth, la freschezza del cetriolo? E il souflaky? Pezzi di carne arrosto. Avrà di sicuro bevuto anche l'ouzo, forte sapore di anice che smorza la mente per un po'.

Tempo celeste, come il mare ed il cielo. Sempre. Il caldo. La luce, inonda lo sguardo, azzera i pensieri. Ma il sole sta calando anche stasera. Va a finire che se continuo a prendere appunti, a strapiombo sul mare, non faccio in tempo a scattare qualche foto. Luisa, ora ti sembra di essere in Grecia? Non lo so. Donne intente a mettere insieme itinerari, racconti di sé, e commenti privati, quelli che le donne sanno fare, verso gli uomini di passaggio. Uno ci fa: Italiani e Greci, stessa fazza stessa razza. Lui aveva qualcosa di Banderas però, dall'alto di una terrazza bianca che abbagliava, contro la sua pelle scura, abbronzata.

E lo spettacolo si replica ogni sera. Nel frattempo lo smalto rosso alle unghie dei piedi perde smalto, come la percezione del tempo si sgretola. Fermo come l'orologio lasciato nel cassetto della stanza del residence, parcheggiato come agli indumenti negli armadi avuti in prestito. Tutto si sospende. Come nella traversata sul traghetto da terra a terra. Tra poco l'astro scende.

La sera prima di Ferragosto la macchina si è fermata davanti ad una processione. Quando c'è una processione non puoi che fermarti ed aspettare. Alcuni uomini seguiti dalla banda portavano le reliquie di San Spiridione, protettore di Corfù. Circa 500 anni fa un suo miracolo salvò l'isola dai Turchi. Il Pope pregava ad alta voce e spargeva incenso per la strada, la gente ferma, come il tempo. Luigi un Cicerone di Erchie, provincia di Brindisi, ci ha detto che siamo state fortunate.

Ma ci sono cose che non tornano più.


Sugli sgabelli di vimini, qualcuno pensa ad un amore lontano. Il sole e tutto l'oro sta per versarsi perfino nel bicchiere di Ouzo. Da lontano arrivano le notizie. Ti raggiungono sempre, anche se l'orologio si ferma. Una scrivania è vuota da qualche giorno. Il giornalismo pugliese registra un vuoto improvviso e tragico. Ci sono cose che non tornano e spesso non avvertono. Ciao Sergio Vantaggiato, sorriso e passione immensa per questo mestiere. Il sole ha toccato la fine del mare, sarà andato a brillare da qualche altra parte.

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