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Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca Maglie

Mafia, droga e bombe, inflitte condanne per oltre un secolo e mezzo

Considerevoli riduzioni di pena nel processo d’appello nato dall’inchiesta “Tornado” che il 24 giugno del 2019 inflisse un duro colpo al sodalizio attivo a Maglie e dintorni. Ecco il nuovo verdetto

MAGLIE - E’ terminato oggi il processo d’appello nato dall’operazione “Tornado” che il 24 giugno del 2019 inflisse un duro colpo al sodalizio attivo a Maglie e dintorni, a capo del quale ci sarebbero stati Giuseppe Amato, detto Padreterno, 64 anni, di Scorrano, e il figlio Francesco, di 29.

Per il primo la pena è scesa da 18 a 14 anni e due mesi di reclusione, mentre per secondo, da 20 anni a 15 anni e 4 mesi.

La Corte d’appello, presieduta dal giudice Carlo Errico, ha rivisto la sentenza emessa in primo grado col rito abbreviato anche per altri imputati accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento, detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata.

In particolare, sono state così alleggerite le condanne: da 18 anni a 14 anni e 8 mesi per Salvatore Maraschio, 26 anni, di Maglie; da 12 anni a 8 anni e 8 mesi per Simone Natali, 31, di Scorrano, (in continuazione a una precedente condanna); da 12 anni a 8 anni e 8 mesi per Matteo Peluso, 28, di Scorrano; da 12 anni a 9 anni e 8 mesi per Matteo Presicce, 28, di Scorrano; da 12 anni a 8 anni e 2 mesi per Giorgio Rausa, 25, di Scorrano; da 10 anni a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni, per Andrea Carrisi, 31, di Botrugno; da 10 anni a 6 anni e 10 mesi per Gianpiero Gallone, 29 anni, di Scorrano; da 10 anni a 7 anni per Andrea Marsella, 28, di Maglie; da 10 anni a 7 anni per Luigi Rausa, 46, di Scorrano; da 10 anni a 7 anni e 2 mesi per Salvatore Rausa, 32, di Scorrano; da 10 anni e 8 mesi a 8 anni per Marco Cananiello, 22, di Maglie; da 4 anni e 8 mesi a 4 anni, 7 mesi e 10 giorni per Luca Rosato, 25 anni, di Scorrano; da 3 anni e 3.600 euro di multa a 2 anni, 11 mesi e 10 giorni, più 3.500 euro di multa, per Antonio De Cagna, 48, di Scorrano; da 5 anni e 4 mesi a 4 anni, 5 mesi, 10 giorni, per Donato Mega, 38, di Scorrano. E ancora: da 5 anni e 4 mesi a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni, per Massimiliano Filippo, 43 anni, di Scorrano; da 2 anni e 6 mesi, più 10mila euro di multa, a un anno e mezzo, più 6mila euro di multa, per Marco De Vitis, 44, di Ruffano; da 5 anni e 4 mesi, più 30mila di multa, a 4 anni, più 18mila euro di multa, per Hamid Hakim, marocchino di 30 anni, residente a Madone (in provincia di Bergamo); da 6 anni, più 30mila euro di multa, a tre anni, più 9mila euro di multa, per Giuseppe Grasso, 51 anni, di Lecce; da 4 anni, più 18mila euro di multa, a 2 anni (col beneficio della pena sospesa), più 6mila euro di multa, per Gloria Fracasso, 48, di Scorrano; da 7 anni, più 36mila euro di multa, a 3 anni e 9.334 euro per Giovanni Verardi, 52 anni, di Maglie; da 8 anni a 6 anni e 8 mesi per Matteo Rizzo, 23 anni, di Poggiardo.

La sentenza ha invece confermato le altre condanne, eccetto quella a 4 anni e 8 mesi di Luca Presicce, 27 anni, di Scorrano, per il quale gli atti sono ritornati al pm affinché proceda per reati diversi da quelli contestati nel processo: 3 anni, più tremila e 200 euro di multa (in continuazione a una precedente condanna), per Franco Frisari Tamborino, 40 anni, di Maglie; 8 mesi, col beneficio della pena sospesa, sia per Giovanni Umberto De Iaco, 23 anni, di Scorrano, che per Matteo Zezza, 27 anni, di Scorrano; 3 anni e 4 mesi, più 10mila euro di multa, per Giorgio Piccinno, 31 anni, di Maglie.

La Corte ha inoltre disposto l’immediata rimessione in libertà (se non detenuti per altra causa) di Luca Presicce, Antonio De Cagna e Giuseppe Grasso.

Nella stessa inchiesta fu coinvolto anche l’ex sindaco di Scorrano, Guido Nicola Stefanelli di 57 anni, accusato di aver supportato il sodalizio. Ma per lui, il processo si è concluso il 26 novembre del 2021 con un’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giuseppe Presicce, Veronica Merico, Luigi Corvaglia, Dario Paiano, Ladislao Massari, Mario Blandolino, Vincenzo Blandolino, Gabriele Presicce, Anna Grazia Maraschio, Rocco Daniele Petracca, Maurizio Rizzo, Pantaleo Cannoletta, Vincenzo del Prete, Roberta Cofano, Gaetano Stea, Dimitry Conte, Antonio Costantino Mariano.

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