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Mafia, droga e bombe, invocati quasi tre secoli di reclusione

Udienza cruciale oggi nel processo abbreviato, nato dall’inchiesta Tornado, con la requisitoria del pubblico ministero che ha chiesto 28 condanne e due assoluzioni

SCORRANO - C’erano Giuseppe Amato, detto Padreterno, 63 anni, di Scorrano, e il figlio Francesco, di 28, a capo dell’associazione di stampo mafioso operativa a Maglie e dintorni smantellata il 24 giugno del 2019 con l’operazione “Tornado”. E’ quanto ha sostenuto oggi il pubblico ministero Maria Vallefuoco durante la requisitoria al termine della quale ha invocato le condanne più alte nei riguardi dei due principali imputati: 24 anni di reclusione ciascuno.

Ma non sono state le sole. Sott’accusa, nel processo discusso col rito abbreviato in corso davanti al giudice Edoardo D’Ambrosio, ci sono altre 28 persone, nei confronti delle quali il pm ha formulato le seguenti richieste: 20 anni per Salvatore Maraschio, 25 anni, di Maglie; 15 anni per Marco Cananiello, 21, di Maglie; 10 anni per Andrea Carrisi, 30, di Botrugno; 2 anni e 1.200 euro di multa per Simone De Luca, 42, di Maglie; un anno sia per Amato Andrea De Luca, 22, di Scorrano che per Giovanni Umberto De Iaco, 22 anni, di Scorrano; 2 anni e 6 mesi, più 10mila euro di multa, per Francesca Ferrandi, 26 anni, residente a Madone (comune in provincia di Bergamo); 5 anni, più 30mila euro di multa, per Giuseppe Grasso, 50 anni, di Lecce; 2 anni e mezzo, più 10mila di multa, per Hamid Hakim, marocchino di 29 anni, residente a Madone (in provincia di Bergamo).

E ancora 12 anni ciascuno per: Massimiliano Filippo, 42 anni, di Scorrano; Gianpiero Gallone, 28 anni, di Scorrano; Andrea Marsella, 27, di Maglie; Donato Mega, 37, di Scorrano; Simone Natali, 30, di Scorrano; Matteo Peluso, 27, di Scorrano; per Luigi Rausa, 45, di Scorrano; 12 anni per Salvatore Rausa, 31, di Scorrano; 2 anni e mezzo, più 10mila di multa, a testa per Giorgio Piccinno, 30 anni, di Maglie, e Sarah Piccinno, 36 anni, di Maglie; 12 anni per Luca Presicce, 26, di Scorrano; 15 anni ciascuno per Matteo Presicce, 27, di Scorrano, Giorgio Rausa, 24, di Scorrano, Matteo Rizzo, 22, di Poggiardo; 6 anni e 20mila euro di multa per Mirko Ruggeri, 45 anni, di Scorrano; 5 anni, più 20mila euro di multa, per Franco Frisari Tamborino, 39 anni, di Maglie; 6 anni e 20mila euro di multa per Giovanni Verardi, 51 anni, di Maglie; Chiesta l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” per Matteo Zezza, 26 anni, di Scorrano, e Gloria Fracasso, 47, di Scorrano.

Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento, detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata.

Nella prossima udienza, il 25 novembre, prenderanno la parola gli avvocati difensori Giuseppe Presicce, Luigi Corvaglia, Ladislao Massari, Mario Blandolino, Vincenzo Blandolino, Gabriele Presicce, Anna Grazia Maraschio, Rocco Daniele Petracca, Maurizio Rizzo, Veronica Merico, Pantaleo Cannoletta, Roberta Cofano, Gaetano Stea, Dimitry Conte, Antonio Costantino Mariano, Giovanni Montagna.

Resta da definire la posizione dell’ex sindaco di Scorrano, Guido Nicola Stefanelli, di 56 anni, coinvolto nella stessa inchiesta. Per questo, accusato di aver sostenuto il sodalizio, l’udienza preliminare si discuterà il 26 gennaio e sarà in questa circostanza che il giudice valuterà se mandarlo a processo.

Si aprirà invece il 12 gennaio il processo abbreviato condizionato nei riguardi di altri due imputati: Antonio De Cagna, 47, di Scorrano, e Luca Rosato, 24 anni, anche questi di Scorrano, per i quali era stata stralciata la posizione.

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