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Mafia, droga ed estorsioni: chiesti quasi due secoli di carcere

Si avvicina l’epilogo del processo con rito abbreviato per 26 imputati accusati a vario titolo di far parte di due frange del clan Tornese di Monteroni. Oggi nell’aula bunker del carcere, la requisitoria del pm che ha chiesto una sola assoluzione

LECCE - Dalla droga alle estorsioni, seguendo le orme del clan storico della Sacra Corona Unita Tornese di Monteroni. Questo avrebbero fatto due gruppi in accordo tra loro - il primo capeggiato da Vincenzo Rizzo, 54enne di San Cesario, (attivo a San Cesario, San Donato, Lequile e Gallipoli), il secondo da Saulle Politi, 47, di Monteroni, (a Monteroni, Arnesano, San Pietro in Lama, Carmiano e Porto Cesareo) - e in stretto contatto con un'organizzazione albanese per gli approvvigionamenti di cocaina, eroina e marijuana. E’ questa la chiave dell’inchiesta “Labirinto” che lo scorso luglio ha aperto le porte del carcere a presunti boss e affiliati.

Ed è qui, che rischiano di rimanerci a lungo gran parte dei 26 imputati che hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato. Sono quasi due i secoli di carcere invocati al giudice Maurizio Saso dal pubblico ministero Valeria Farina Valaori, al termine della requisitoria - nell’aula bunker del penitenziario di Borgo San Nicola dove si sta celebrando il processo - durante la quale il magistrato ha ripercorso ogni passaggio delle indagini condotte con i carabinieri del Ros (Reparto operativo speciale), delineando singoli ruoli e responsabilità. E’ stata invocata una sola assoluzione (“perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”), quella della guardia giurata Giorgio Aramini, 30 anni, di Lecce, che era finito sott’accusa per aver consegnato (il 21 aprile 2016) 15 cartucce calibro 9 a uno degli indagati.

Le richieste di condanna del pm

Ecco le richieste del pm Valaori: 21 anni, 4 mesi e 20 giorni per Vincenzo Rizzo, 54enne di San Cesario; 20 anni e 10 mesi per Saulle Politi, 47, di Monteroni;  assoluzione “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” per  Giorgio Aramini, 30 anni, di Lecce; un anno e 4 mesi, più 3mila euro di multa, per Giovanni Bergamo, 24 anni, di Monteroni; 6 anni e 8 mesi per Vito Bollardi, 37, di San Cesario di Lecce; 10 anni e 8 mesi per Massimo Cosi, 46, di San Cesario di Lecce; 13 anni e 8 mesi per Tommaso Danese, 42 anni, di Monteroni; 10 anni e 10 mesi per Antonio De Carlo, 43, di San Pietro in Lama; 2 anni, più 4mila euro di multa, per Paolo Donno, 40, di Martignano; 12 anni e 20 giorni per Rodolfo Franco, 61, di San Cesario; 5 anni e mezzo, più 20mila euro di multa, per Ervin Gerbaj, 37 anni, di Valona (Albania); 5 anni e 4 mesi, più 18mila euro, per Marenglen Halka, 37, di Fier (Albania); 5 anni e 8 mesi, più 22mila euro, per Marjus Halka, 34, di Fier; 10 anni, 2 mesi e 20 giorni per Francesco Ingrosso, 38, originario di San Pietro Vernotico ma residente a Guagnano; 2 anni e 4mila euro di multa per Gianluca Lorè, 35, di Brindisi; 6 anni e 10 mesi per Antonio Malazzini, 46, di Frigole; 10 anni e 20 giorni  per Giuseppino Mero, 54, di Cavallino; 1 anno e 4 mesi, più 3mila euro di multa, per Jessica Pareo, 36, di Surbo; 5 anni, 8 mesi, e 22mila euro, per Alessandro Quarta, 35, di Lecce ma residente ad Arnesano; 7 anni per Davide Quintana, 37, di Gallipoli; 8 anni e mezzo per Fabio Rizzo, 48, di San Donato di Lecce; 5 anni e 5mila euro di multa per Alessandro Scalinci, 34, di Guagnano, per il quale è stata chiesta l'assoluzione sia dall'associazione mafiosa che per associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti; 6 anni e 10 mesi per Gabriella Scigliuzzo, 45 anni, di Gallipoli; 10 anni e 2 mesi per Michele Sterlicchio, 53, di Lecce; 11 anni e 2 mesi per Gabriele Tarantino, 39, di Monteroni; 7 anni e 4 mesi per Tonio Totaro, 40, di Lequile.

Le prossime udienze

Dopo il pm, hanno preso la parola gli avvocati delle parti civili: Simona Mancini per il Comune di San Cesario, Americo Barba per il Comune di Lequile, Alessandra Viterbo per quello di Carmiano e Tony Indino per Monteroni.

In aula si ritornerà il 3 e il 10 aprile, l’8 e il 15 maggio per le arringhe difensive (iniziate oggi) degli avvocati: Massimo Bellini, Luigi Rella, Alessando Costantini Dal Sant, Simona Ciardo, Raffaele Benfatto, Cosimo D’Agostino, Alexia Pinto, Massimo Pagliaro, Umberto Leo, Donata Perrone, Rita Ciccarese, Dario Budano, Ladislao Massari, Elvia Belmonte, Vincenzo Del Prete, Giuseppe Tondi, Francesco Calabro, Angelo Ninni, Pantaleo Cannoletta, Umberto Leo, Rita Ciccarese, Cosimo D’Agostino, Pantaleo Cannoletta, Vincenzo Del Prete, Elvia Belmonte, Carlo Sariconi, Simone De Riccardis e Stefano Pati.

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