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Mafia, droga, estorsioni, parte il processo abbreviato: chieste le prime condanne

In mattinata, il pubblico ministero Giovanna Cannarile ha invocato 77 anni di reclusione e un’assoluzione per 18 dei 60 imputati coinvolti nella clamorosa inchiesta “Final Blow”

LECCE – Si è aperto oggi il processo abbreviato nato dall’inchiesta antimafia “Final Blow” che ha fatto tremare la criminalità organizzata della città di Lecce e della sua provincia, con l’arresto, il 26 febbraio del 2020, di boss storici della Sacra Corona Unita e di personaggi emergenti.

In mattinata, davanti al giudice Giulia Proto, il pubblico ministero Giovanna Cannarile ha iniziato la requisitoria che ha interessato però solo 18 dei 60 imputati accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di droga ed esercizio aggravato e partecipazione al gioco d'azzardo.

Si tratta delle posizioni più “marginali” finite nell’inchiesta, legate principalmente allo spaccio di droga, mentre quelle più gravi dove sono contestati, tra gli altri, i reati associativi, saranno discusse il prossimo 3 marzo.

Ecco le richieste di oggi: 5 anni e 4 mesi, più 30mila euro di multa, per Marco Balloi, 40 anni, di Surbo; 5 anni e 2 mesi per Antonio Leo, 33 anni, di Caprarica; 2 anni per Daniele Balloi, 38, di Melendugno; 6 anni e 10 mesi per Riccardo Buscicchio, 49 anni, di Lecce; 6 anni e 10 mesi per Salvatore Cicoria, 51, di Carovigno; 7 anni e 4 mesi per Cengs De Paola, 45, di Acquarica Del Capo; 4 anni e due mesi per Michele Lo Deserto, 51, di Lecce; 4 anni e 8 mesi per Luca Longo, 46, di Lecce; 4 anni per Vincenzo Modesto, 30, di Squinzano; 4 anni e mezzo per Franco Tamborino Frisari, 40, di Maglie; 4 anni, più 20mila euro di multa, per Marco Ramundo, 31, di Leverano; assoluzione per Paolo Ramundo, 35, di Leverano; 4 anni per Nadia Pispero, 50, di Taurisano; 5 anni, 6 mesi e 20 giorni per Roberto Patera, 42 anni, di Nardò; 4 anni e 8 mesi per Daniele Monaco, 34, di Lecce; 4 anni e 8 per Salvatore Stefanizzi, 31, domiciliato a Casalabate (frazione di Trepuzzi/Squinzano); 2 anni e 8 mesi per Emanuele Portulano, 21, di Lecce; un anno e due mesi per Cristian Urso, 44, di Lizzanello.

L’elenco di tutti gli imputati

Ecco i nomi delle 60 persone che hanno scelto e ottenuto di essere giudicate col rito abbreviato: Daniele Balloi, 38, di Melendugno; Marco Balloi, 40, di Surbo; Pasquale Briganti, detto “Maurizio”, 51, di Lecce; Debora Buscicchio, 30, di Lecce; Riccardo Buscicchio, 49 anni, di Lecce; Andrea Cafiero, 29, di Lecce; Cristian Calosso, 34, di Lecce; Stefano Castrignanò, 33, di Lecce; Salvatore Cicoria, 51, di Carovigno; Cengs De Paola, 45, di Acquarica Del Capo; Antonio Giannone, 46, di Vernole; Leandro Greco, 41, di Lecce; Maurizio Greco, inteso “belva”, 54, di Lecce; Rita Greco, 78, di Lecce; Vincenzo Luigi Lanzillotto, 40, di Galatone; Luigi Lazzari, 45, di Lizzanello; Gianni Lementini, 38, di Torchiarolo; Antonio Leo, 33 anni, di Caprarica; Francesco Leo, 35, di Caprarica di Lecce; Michele Lo Deserto, 51, di Lecce; Luca Longo, 46, di Lecce; Vito Manzari, 61, residente a Lecce; Antimo Marzano, 36, di Galatone; Graziano Mazzarelli, 29, di Lecce; Luciano Mazzei, 32, di Calimera; Mario Miccoli, 50 anni, di Lecce; Vincenzo Modesto, 30, di Squinzano; Daniele Monaco, 34, di Lecce; Sebastiano Montefusco, 47, di Galatone; Gianluca Negro, 35 anni, di Surbo; Giovanbattista Nobile, 35, di Lecce; Francesco Panese, 25 anni, di Calimera; Roberto Patera, 42 anni, di Nardò; Antonio Pepe, inteso “Totti” o “zio” o “mesciu Pietro”, 59, di Lecce; Ruggero Perrotta, 45, di Melendugno; Nadia Pispero, 50, di Taurisano; Emanuele Portulano, 21, di Lecce; Shkelzen Pronjaj, 35 anni, albanese, residente a Merine (frazione di Lizzanello); Marco Ramundo, 31, di Leverano; Paolo Ramundo, 35, di Leverano; Gabriele Russo, 28, di Galatone; Guerino Russo, 49, di Galatone; Salvatore Stefanizzi, 31, domiciliato a Casalabate (frazione di Trepuzzi/Squinzano); Vincenzo Stippelli, 42, di Squinzano; Franco Tamborino Frisari, 40, di Maglie; Cristian Urso, 44, di Lizzanello; Cristian Pepe, 36 anni, di Lecce; Luigi Buscicchio, 63 anni, di Lecce; Stefano Garrisi, 32, di Caprarica di Lecce; Manuel Gigante, 39, di Lecce; Paolo Guadadiello, 33 anni, originario di Lecce ma residente a Torchiarolo; Antonio Leto, 30, di Caprarica; Giuseppe Marzano, 54, di Galatone; Stefano Monaco, 30, di Copertino; Valentino Nobile, 30, residente a Giorgilorio (Surbo); Gianluca Palazzo, 45, di Lecce; Antonio Marco Penza, 37, di Lecce; Vito Penza, 34, di Lecce; Luigi Vergine, 46, di Campi Salentina; Susanna Vonghia, 54, di Galatone.

Per altre tre persone, che non avevano fatto istanza di riti alternativi, il processo si celebrerà con rito ordinario dinanzi ai giudici della seconda sezione penale: Salvatore Bruno, 53, di Lizzanello; Manola Buscicchio, 31, di Lecce; Antonio Murrone, 58, di Lizzanello. Sarà giudicato, sempre in ordinario, a partire da aprile (ma in un processo che lo vedrà unico imputato), Antonio Cannoletta, 44, di Lecce, che aveva chiesto il giudizio immediato.

Restano ancora da definire due posizioni: quella di Mattia Marzano, 29 anni, di Galatone, e di Santo Gagliardi, 55, di Lecce.

I patteggiamenti

Hanno già chiuso il loro conto con la giustizia, patteggiando la pena, altre 23 persone coinvolte nello stesso procedimento. In particolare, lo scorso novembre, in 13 concordarono la condanna con il giudice Giovanni Gallo: 4 anni e mezzo, più 30mila euro, Dario Calogiuri, 40 anni, di Melendugno; 4 anni, più 26mila euro di multa, Stefano Guadadiello, 36, di Squinzano; tre anni e quattro mesi, più 15mila euro di multa, in continuazione a una precedente sentenza, Alvaro Basi, 28enne albanese, residente a Lecce; 2 anni e 8 mesi, più 14mila euro di multa, Gennaro Hajdari, 37, residente nel campo Panareo di Lecce; 4 anni e 4 mesi, più 26mila euro di multa, Fabio Lanzillotto; 4 anni e 4 mesi, più 24mila euro di multa, Raffaela Lo Deserto, 54, di Leverano; 3 anni e sei mesi e 800 euro di multa, Diego Miglietta, 41, di Cavallino; 4 anni e 4 mesi, più 36mila euro di multa, Andrea Pepe, 64, di Lecce; 4 anni e 10 mesi, più 34mila euro di multa, Fabio Pepe, 47, di Lecce; 4 anni e mezzo, più 30mila di multa, Giovanni Persano, 39 anni, di Lecce; 4 anni e mezzo, più 36mila di multa Paolo Pici, 51, di Lecce; 4 anni e 10 mesi, più 34mila euro di multa, Andrea Saponaro, 29 anni, di Lecce; 4 anni e 20mila euro di multa Giuseppe Sammito, 41enne di Otranto.

Risale, invece, al 19 gennaio, la sentenza di patteggiamento emessa dal giudice Cinzia Vergine nei riguardi di altri dieci imputati: 5 anni, più 50mila euro di multa, per Angelo Brai, 47 anni, di Merine di Lizzanello; 2 anni di reclusione, più 8mila euro di multa, per Riccardo Cozzella, 33, di Trepuzzi; 3 anni e mezzo, più 27mila euro di multa, per Nicolas De Dominicis, 23, di Vernole; 8 mesi (pena sospesa) per William De Santis, 19 anni, di Lecce; 3 anni, quattro mesi, più 24mila euro di multa per Anna Lo Deserto, 57, di Lecce; 2 anni e 8 mesi di reclusione, più 12mila euro di multa, per Stefano Martina, 30, di Leverano; 4 anni e 6 mesi, più 45mila euro di multa, per Cristian Salierno, 37, di Lecce; 4 anni e 6 mesi, più 26mila euro di multa, per Luca Vantaggiato, 35 anni, di Lizzanello; 4 anni e 2 mesi, più 22mila euro di multa, per Francesco Portulano, 61, di Lecce; 3 anni, più 45mila euro di multa, per Samuele Prete, 25 anni, di Galatone.

Le indagini

Stando alle indagini condotte dalla Procura, nell’associazione mafiosa smantellata con il blitz della squadra mobile di Lecce, sarebbero stati Cristian e Antonio Pepe, Cengs de Paola, Luigi Vergine, Marco Antonio Penza, Pasquale Briganti e Saulle Politi a ricoprire il ruolo di dirigenti, promotori e organizzatori, nei rispettivi luoghi di competenza. Ma quest’ultimo, accusato di aver continuato a dirigere dal carcere  il gruppo di Monteroni, attivo oltre che nel settore della droga, anche nel gaming, nella vendita del caffè e di macchinette per la distribuzione di bevande, intervenendo con funzioni di mediazione in caso di contrasti, è uscito di scena.

All’esito dell’udienza preliminare, il giudice Proto dispose nei suoi riguardi il proscioglimento, su richiesta dello stesso pm. In una memoria, i suoi avvocati, Laura Minosi e Pasquale Annicchiarico, avevano fatto presente che Politi fosse già stato giudicato per gli stessi episodi in un altro processo, quello scaturito dall’inchiesta “Labirinto”.

La difesa

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Raffaele Benfatto; Giuseppe Presicce; Rita Ciccarese; Marco Caiaffa; Donata Perrone; Luigi Corvaglia; Giancarlo Dei Lazzaretti; Ladislao Massari; Laura Bruno; Pantaleo Cannoletta; Salvatore Rollo; Dario Congedo; Antonio Savoia; Gabriele Valentini; Cosimo D'Agostino, Alessandro Stomeo; Francesco Calabro; Laura Minosi; Fabio Corvino; Paolo Rizzo; Vincenzo Pennetta; Silvio Verri; Ilenia Toma; Roberto De Mitri Aymone; Paola Scarcia; Maria Azzurra Ciccarese; Vincenzo Perrone; Ivan Feola; Anna Inguscio; Benedetto Scippa; Germana Greco; Silvio Giardiniero; Giovanni Valentini; Andrea Capone; Francesco Stanca; Francesco Fasano; Carlo Caracuta; Massimo Muci; Paolo Cantelmo; Carlo Sariconi; Giuseppe De Luca; Carlo Viva; Luigi Rella; Maria Scardia; Tommaso Donvito; Anna Lisa Prete.

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