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Mafia e slot machine: a giudizio gli imprenditori Marra

Si terrà in ordinario il processo ai due fratelli di Galatina che il 22 gennaio scorso finirono nel blitz dei finanzieri del Gico e ad altri 14 imputati. Altri nove saranno giudicati in abbreviato, in due chiedono di patteggiare

GALATINA - Si aprirà il prossimo 5 ottobre il processo ai fratelli Marra, Massimiliano, di 48 anni, e Alberto, di 51, al centro dell’inchiesta “Dirty Slot”, su presunti illeciti nel mercato delle slot machine, dei videopoker e nella raccolta di scommesse per eventi sportivi, in cui i due imprenditori di Galatina sono impegnati.

La data è stata fissata oggi dal giudice Michele Toriello, dinanzi al quale si è celebrata l’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio anche per altre 26 persone coinvolte nello stesso procedimento, nove delle quali hanno chiesto e ottenuto di essere valutate col rito alternativo, fissato per il 9 ottobre.

In particolare, l’abbreviato è stato ammesso per: Paolo Baldari, 52 anni, di Galatina; Ivan Corrado, 45, di Supersano; Gabriele Antonio De Paolis, 44, di Noha (frazione di Galatina); Daniele Donno, 27, di Corigliano d’Otranto; Roberto Gervasi, 27 anni, di Corigliano d’Otranto; Stefano Greco, 33, di Aradeo; Daniele Puscio, 46 anni, di Carmiano; Bruno Romano, 50, di Galatina; Maurizio Zilli, 37, di Galatina.

Hanno, invece, chiesto di patteggiare Caterina Fiore, 40 anni, e Federica Immacolata Fiamma, 28, entrambe di Gallipoli.

Quanto agli altri, il processo sarà ordinario: Luigi Marra, 78, di Galatina; Pamela Sabina Giannico, 47, di Galatina e Leonardo Costa, 58 anni, di Corigliano d’Otranto; Andrea Bardoscia, 31 anni, di Galatina; Luigi Cleopazzo, 42, di Galatina; Elisa Cuppone, 43, di Gallipoli; Pompeo Alessandro D’Amilo, 29 anni, di Morciano di Leuca; Giovanni Fiore, 45, di Gallipoli; Stefano Greco, 33, di Aradeo; Felice Pasimeni, 46, di Mesagne; Riccardo Pizzolante, 44, di Racale; Lucio Riotti, 55 anni, di Carmiano; Giuseppe Spagnolo, 56, di Galatina; Stefano Villani, 43 anni, di Soleto; Antonio Vizzi, 53, di Galatina.

I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di concorso esterno in associazione mafiosa, associazione a delinquere, frode informatica, illeciti nelle comunicazioni telematiche o informatiche con l’aggravante del metodo mafioso, violazioni alla legge sul gioco e sulle scommesse, trasferimento fraudolento di valori, estorsioni, tentate e riuscite, aggravate dal metodo mafioso.

E’ stata invece stralciata per un difetto di notifica la posizione di Luigi Paternostro, 45, di Torre del Greco, al quale è contestato un unico episodio, quello di aver emesso, quale titolare della impresa denominata “Leas di Paternostro Luigi", fatture per operazioni inesistenti relative ad acquisti per oltre 70mila euro di parti accessorie di slot machine, per consentire a Massimiliano Marra, legale rappresentante della Teknowin srl di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto.

Determinanti alle indagini condotte dall’Antimafia, avviate in seguito alla denuncia di un imprenditore del settore e sfociate il 22 gennaio scorso nel blitz dei finanzieri del Gico, furono le dichiarazioni rilasciate dai collaboratori di giustizia, secondo i quali i due fratelli si sarebbero avvalsi della forza intimidatoria dei clan della Sacra corona unita di Lecce, Brindisi e Taranto per avere il controllo del mercato delle slot machine, delle scommesse on line e dei videopoker, ricompensandoli economicamente. Mafia e slot machine: a giudizio gli imprenditori Marra
„Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Francesco Vergine; Carlo Martina; Angelo Ninni; Veronica Merico; Giuseppe Romano; Laura Manco; Stefano Prontera; Mario Stefanizzi; Luigi Covella; Donato Mellone e Ladislao Massari; Donato Sabetta; Dimitry Conte; Giovanni Colomba; Giancarlo Dei Lazzaretti; Massimo Manfreda; Rosanna Saracino; Giovanni Erroi; Gabriele Valentini; Alfredo Gatto.

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