Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Magistrati in agitazione anche a Lecce contro la la legge sulla responsabilità civile

Dopo il sì definitivo dell’Aula della Camera al disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati, anche a Lecce, così come in tutta Italia, l’Associazione nazionale magistrati dichiara lo stato di agitazione schierandosi compatta contro la riforma voluta dal governo Renzi

LECCE – Dopo il sì definitivo dell’Aula della Camera al disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati (approvato con 265 sì, 51 no e 63 astenuti), anche a Lecce, così come in tutta Italia, l’Associazione nazionale magistrati dichiara lo stato di agitazione schierandosi compatta contro la riforma voluta dal governo Renzi. “Si è deciso – spiega il giudice Roberto Tanisi, rappresentante per il distretto di Lecce dell’Anm – di non attuare lo sciopero, neanche quello bianco, perché sarebbe stato controproducente per il personale e i cittadini”.

“Si tratta – prosegue Tanisi di una riforma che rischia di arrecare un gravissimo danno al sistema giustizia”. In molti sottolineano che si tratti di una legge chiesta dalla comunità europea sulla base di una mancata applicazione del diritto comunitario. In realtà nei paesi anglosassoni non vi è alcuna legge del genere, mentre in Francia e Germania la responsabilità è prevista solo in caso di dolo.

La nuova legge riforma una precedente, la legge Vassalli del 1988, mantenendo però l’impostazione di responsabilità indiretta: il cittadino cita lo Stato che dovrà rivalersi nei confronti del giudice. Rispetto alla Vassalli, però, è ampliata la possibilità per il cittadino di fare ricorso; si innalza la soglia economica di rivalsa del danno, che può arrivare fino alla metà stipendio del magistrato; viene eliminato il filtro di ammissibilità dei ricorsi; la responsabilità scatta anche in caso di negligenza grave e travisamento del fatto e delle prove. 

“In questo modo – spiega il rappresentante dell’Anm – è possibile citare il giudice con estrema facilità, aumentando, di fatto, le possibilità di ricusazione e di astensione”. “Si tratta di una riforma – prosegue Tanisi – pericolosa per i cittadini, che mina l’indipendenza della magistratura, sancita dalla stessa Costituzione”.

Il rischio è, secondo più parti, di creare un appiattimento della giustizia, trasformando “il diritto evolutivo in giustizia difensiva”, portando a un’eccessiva burocratizzazione del ruolo del magistrato che dovrà confrontarsi col timore di continui attacchi. A essere messa in pericolo è la terzietà dei giudici, altro aspetto fondamentale del nostro ordinamento.

“E’ una legge che ci amareggia – conclude Tanisi – in cui sembra si vogliano sbattere i magistrati in prima pagina. In un Paese alle prese con un altissimo alto di corruzione, sembra che la priorità siano le ferie dei magistrati, che da sempre utilizzano le stesse per smaltire i carichi di lavoro. Ora bisognerà monitorare le attività di supplenza e verificare i singoli casi”. 

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