Maiali ibridi si aggirano nella riserva del Wwf: paura per piante e uova di uccelli

In un primo momento si pensava fossero dei cinghiali, ma si tratta di animali inselvatichiti la cui presenza è stata notata dai danni arrecati alla flora

LE CESINE (Vernole) – Li hanno scorti a gruppi di due, tre esemplari. In un caso, vi era persino una minacciosa madre coi propri, ingombranti cuccioli. E gli utenti Facebook hanno “postato” video e immagini di quelle inconsuete presenze, tanto simili a dei cinghiali, all’interno della riserva naturale “Le Cesine”, protetta dal Wwf. In realtà, come ha avuto modo di spiegare alla nostra redazione il responsabile dell’oasi, Giuseppe De Matteis, non si tratterebbe di cinghiali, bensì di maiali inselvatichiti. Cosiddetti “maiali cinghialati”, volgarmente “maialacci”. Per il personale della riserva, ali cui occhi gli esemplari non si sono ancora palesati, vi sono evidenti tracce lasciate da quegli animali nel parco protetto.

Dai primi “indizi”, potrebbero essere tra i dieci e i venti animali al massimo, probabilmente scappati da recinti in passato e ora inselvatichiti. Non si sa ancora da dove possano essere arrivati, ma di evidente, invece, vi sono i numerosi danni arrecati alla fauna e alla flora conservata nell’oasi. E’ proprio da quelle conseguenze che, pur non avendo ancora avvistato le bestie, i volontari del Wwf hanno avuto la conferma della presenza. “Non è detto che quegli animali stazionino in maniera stabile all’interno della riserva, – ha spiegato De Matteis- ma il loro passaggio da qui e nelle zone limitrofe è frequente di recente”. Qualora venissero individuati, per essere portati al sicuro, in strutture attrezzate per ospitare specie del genere, non è detto che quei “maialacci” si lascerebbero però bloccare. Sono elusivi e, fondamentalmente, hanno paura dell’uomo.

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Il video di uno degli esemplari notati

Oltre agli escrementi di questi maiali ibridi, forse incrocio con dei cinghiali, il personale del WWF ha “certificato” quella presenza sulla scorta di altri elementi. Le tipiche tracce grufate, per esempio. Si tratta, come ha precisato De Matteis, “del comportamento solito di maiali e cinghiali che, col muso, scavano sotto terra alla ricerca di tuberi da mangiare”. Ma non è tutto. A dimostrazione delle loro “escursioni”, anche le orchidee spontanee divorate, un prezioso esemplare floristico custodito nella riserva. “Rappresentano un serio problema, perché il loro passaggio è invasivo. Minano la conservazione delle specie protette e la loro conservazione”, ha proseguito De Matteis. La paura, ora, è la minaccia  ai volatili presenti nell’oasi de Le Cesine: questi strani maiali, infatti, potrebbero mangiarne le uova.

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