Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Malattie ambientali, queste sconosciute. Volontari Adas rivendicano diritto alla salute

Molte patologie, come la sensibilità chimica multipla, nonostante siano in aumento non sono ufficialmente riconosciute: mancano strutture, medici e farmaci. I malati costretti a rivolgersi all’estero. Sit-in presso la Asl

LECCE – La medicina ufficiale praticamente le ignora. Almeno in Italia non esistono cure mirate, assistenza sanitaria né un’adeguata formazione dei medici. Così come la ricerca nel campo delle patologie cosiddette “ambientali”, perché legate all’inquinamento tipico della modernità, è quasi del tutto assente. Eppure, se prima si parlava di malattie rare, ora l’esperienza ci restituisce un’altra realtà e i pazienti affetti da Mcs (sensibilità chimica multipla), Fm (fibromialgia), Me (encefalomielite mialgica), Cfs (sindrome da fatica cronica) sembrano pericolosamente in aumento. Ed in misura esponenziale.

Non esistono dati epidemiologici con cui il sistema sanitario nazionale possa fotografare la situazione, semplicemente perché il fenomeno non è riconosciuto ed anche per ottenere una diagnosi bisogna far affidamento sui protocolli esteri. In più, racconta la referente dell’associazione onlus Adas, Luciana Palumbo, la stessa qualità di vita risulta fortemente compromessa. In molti casi i sintomi si possono aggravare fino all’invalidità, più o meno provvisoria, e soltanto uno stile di vita particolarmente sano, che passa dall’alimentazione fino ad un lungo soggiorno in una località di montagna, riescono ad alleviare la sofferenza del malato. Del resto, non esistono farmaci specifici in grado di contrastare la patologia.filanto e protesta malatttie rare alla Asl 005-2

Una volontaria dell’associazione, affetta da sensibilità chimica, racconta di una quotidianità fatta di rinunce: la prevenzione, nel suo caso, è fondamentale. Ma evitare sostanze chimiche come saponi, profumi, solventi, stampe per vestiti e via dicendo, riduce fortemente le sue possibilità di mantenere una rete di contatti sociali ed uno stile di vita “normale”, al punto che la stessa paziente è costretta ad evitare qualunque contesto affollato e potenzialmente rischioso. Per non parlare della “fatica” e della “frustrazione” che un paziente già vive durante il calvario della diagnosi, durante il quale i medici generici  passano dalle manifestazioni psicosomatiche alle sindromi da stress lavorativa con molta disinvoltura. Ma, evidentemente, scarsa cognizione di causa.

E proprio oggi, in occasione della giornata Giornata mondiale del malato, i volontari di Adas si sono dati appuntamento in tutte le città italiane (a Lecce davanti alla sede della Asl) per rivendicare la tutela e l’affermazione del diritto alla salute ed alle cure, sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

“Pretendiamo che il sistema nazionale sanitario elimi le criticità del servizio pubblico perché la nostra domanda di salute non può essere dirottata verso la sanità privata: ciò comporta costi insostenibili, ed ingiustificabili, per l’intera collettività”, spiegano i volontari che hanno preso parte al sit-in all’ingresso dell’ospedale vecchio.  Lo scopo della manifestazione era quindi quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema per favorire  l’apertura di centri e ambulatori specializzati ed impedire che le malattie ambientali possano trasformarsi in un vero handicap.  

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