rotate-mobile
Cronaca

Minacce alla ex: “Ti ammazzo e ti butto nel bunker”. Imprenditore patteggia due anni

Si è conclusa oggi la tormentata vicenda giudiziaria nata dalla denuncia della ex moglie di un 49enne del Leccese impegnato nel settore delle energie rinnovabili

LECCE - Si è chiuso con un patteggiamento a due anni di reclusione, col beneficio della pena sospesa, la vicenda giudiziaria che vedeva un imprenditore 49enne del Leccese, impegnato nel campo delle energie rinnovabili, al banco degli imputati per maltrattamenti e stalking nei riguardi della ex moglie.

A emettere la sentenza è stato oggi il collegio presieduto dalla giudice Annalisa De Benedictis che nella precedente udienza aveva respinto (proprio come aveva fatto in sede di udienza preliminare il collega Sergio Tosi) l’istanza avanzata dall’uomo, attraverso l’avvocato Fulvio Pedone, di concordare una pena più bassa a un anno e cinque mesi.

Numerose le accuse contenute nell’inchiesta avviata a seguito della denuncia della donna  (parte civile al processo con l’avvocato Silvio Verri) e coordinata dalla sostituta procuratrice Erika Masetti. Sia nel periodo della convivenza, nel 2003, che dopo la fine della relazione, nella primavera del 2021, l’imprenditore non avrebbe perso occasione di mortificarla, accecato dall’idea che questa avesse relazioni extraconiugali, anche con alcuni dipendenti della loro società, e a volte anche sotto l’effetto di alcol.

Sarebbe arrivato perfino a creare un gruppo su whatsapp inserendo la malcapitata, la sorella di quest’ultima e un’altra donna, per “denunciare” i presunti tradimenti. Sul gruppo aziendale, le avrebbe invece rivolto frasi di questo tenore: “Apri gli occhi, ti sto avvisando, ora la goccia è traboccata… pubblico un video su tutti i social e su tutti i gruppi su quanto sei…”, dandole pesantemente della poco di buono e accusandola anche di aver sottratto soldi dalla società.

Nel copione, non sarebbero mancate le minacce di morte, attraverso messaggi al telefono: “Ora uccido qualcuno”; “o ti tappi la bocca o te la chiudo io, tu non chiamerai più i miei collaboratori... vietato... sennò ti giuro ca te nfoco nella piscina […] e dico ca a catuta…”; “ti annego nella piscina se non ti comporti bene”. E ancora: “Ti ammazzo e ti butto nel bunker... così non ti trova più nessuno. Non vali niente, la società è mia e può funzionare meglio senza di te”;  “ti faccio morire di fame”.

Nell’estate del 2020, inoltre, le avrebbe impedito di entrare in casa per almeno due ore. Dopo la separazione, le cose non sarebbero migliorate. Sempre secondo l’accusa, in una circostanza, l’imprenditore si sarebbe appostato dietro al muretto del giardino di casa della ex, attendendone il rientro, per poi accusarla di aver incontrato un altro uomo e tirandole un ceffone sul volto. Avrebbe inoltre monitorato i suoi spostamenti anche tramite le telecamere di sicurezza aziendale indirizzate verso la sua abitazione.

“Le telecamere cui si fa riferimento sono le telecamere di sicurezza dell’azienda del marito da dove la donna non vuole andare via, nonostante il provvedimento della separazione disponga il suo trasferimento, nonostante esista un giudizio di possessoria per la sua occupazione abusiva e, nonostante, ovviamente il processo per maltrattamenti e stalking”: fu il commento l’avvocato Pedone, subito dopo aver appreso la notizia del rinvio a giudizio dell'uomo.

Resta invece ancora da definire un secondo capitolo che vede sia marito che ex moglie indagati, insieme alla sorella insieme alla sorella di quest’ultima e un consulente informatico per appropriazione indebita (qui, tutti i dettagli).

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Minacce alla ex: “Ti ammazzo e ti butto nel bunker”. Imprenditore patteggia due anni

LeccePrima è in caricamento