Maltrattarono un tredicenne disabile: i bulli tornano in libertà

Il giudice ha revocato i domiciliari disposti a dicembre nei riguardi dei due 22enni di Campi Riccardo Cassone ed Edoardo Tauro che ieri hanno patteggiato due anni e otto mesi di reclusione

LECCE - Dopo cinque mesi potranno mettere il naso fuori casa. In mattinata, il giudice Michele Toriello ha revocato la misura dei domiciliari nei riguardi di Riccardo Cassone ed Edoardo Tauro, i due 22enni di Campi Salentina accusati di atti di bullismo nei riguardi di un tredicenne affetto da deficit psichici. Proprio ieri, per questa vicenda avvenuta nel novembre del 2014, i ragazzi hanno patteggiato (attraverso gli avvocati Massimo Bellini e Giovanni Gabellone) due anni e otto mesi di reclusione per sequestro di persona aggravato (perché commesso nei riguardi di un minore e di persona affetta da handicap), violenza privata e stalking. Si chiude così l'inchiesta condotta dal pubblico ministero Angela Rotondano, in seguito alla denuncia sporta dalla madre della vittima che, ieri, si era costituita parte civile (con l'avvocato Cosimo Casaluci), pretendendo un risarcimento di 150mila euro.

Ora la richiesta potrà essere avanzata in sede civile, alla luce del fatto che la sentenza di patteggiamento non contempla il risarcimento del danno.Stando all'accusa, il tredicenne subì per più di un'ora le angherie di un gruppetto di compaesani che con una catena da bicicletta lo legò ad un cancello in un vicolo alle spalle della chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove fu schernito e schiaffeggiato. Non solo. Il “branco” gli urinò sulle scarpe e sulle gambe, e lo costrinse a fumare uno spinello. In seguito a questo episodio, filmato e condiviso su whatsapp, la vittima temeva persino di andare a scuola per paura di subire altre angherie dagli aggressori che, in più occasioni, per strada gli avrebbero lanciato sguardi minacciosi per imporgli il silenzio.

Certo è che il video “incriminato” finì nelle mani dei carabinieri di Campi Salentina che riuscirono così a individuare tra i responsabili, Tauro e Cassone, e un altro giovane, A.G., nei cui riguardi ha proceduto la Procura per i minorenni perché 17enne all'epoca dei fatti. Le sue sorti si conosceranno il prossimo 21 giugno, quando il giudice per l'udienza preliminare Aristodemo Ingusci deciderà se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal sostituto procuratore Imerio Tramis. A difenderlo ci penserà l'avvocato Michele Palazzo.

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