Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Mamma tasso nella trappola. Provvidenziale liberazione

Bracconieri senza scrupoli hanno realizzato un trappola per attirare prede. Una femmina di tasso, che aveva da poco partorito, era finita nei grovigli. E' intervenuta la polizia provincia

Nei giorni scorsi l'Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce è stato contattato da una pattuglia della polizia provinciale di Lecce in seguito all'avvistamento di un tasso in pericolo. Gli agenti della polizia provinciale (il tenente Antonio Capone, i marescialli Raffaele Martena e Luigi Caracciolo e l'agente Massimiliano Damiano), di pattuglia in località "Bosco Fiore", sono stati allarmati dalla presenza di una trappola per selvaggina posta in un foro del muro a secco che cinge i 20 ettari di bosco. Insospettiti dal ritrovamento, hanno deciso di separarsi e fare un'ispezione completa della recinzione rinvenendo altre quattro trappole in corrispondenza dei buchi nel muro che permettono l' accesso agli animali.

Nel corso del sopralluogo, inoltre, è stato avvistato l'esemplare di tasso, aggrovigliato nel filo d'acciaio e stremato per aver lottato per ore nel tentativo di liberarsi. La trappola in questione, che nel gergo dei bracconieri è chiamata "lu lazzu", è realizzata con il filo dei freni di auto o ciclomotori, ed era utilizzata in passato per la caccia alla selvaggina. Attualmente è proibita grazie alle leggi contro il maltrattamento animale. Gli agenti hanno immediatamente allertato l'Osservatorio faunistico affinché intervenisse.

Il tasso, infatti, è un mustelide molto aggressivo e può arrecare profonde ferite sia con i suoi denti affilati (è un carnivoro) che con i grossi artigli con cui scava profonde e articolate tane. Gianfranco Fiorentino, tecnico del centro esperto nel recupero di tali specie, ha provveduto a liberare l'animale dalla trappola e a trasferirlo a Calimera.

Il veterinario del centro, Gianluca Nocco, ha visitato l'esemplare - ribattezzato "Dora" - ed ha rilevato che si trattava di una femmina adulta, in ottimo stato di nutrizione, ma disidratata. Il filo d'acciaio, stretto a cappio, comprimeva seriamente l'addome, adducendo una leggera lesione cutanea. L'esemplare, inoltre, presentava mammelle gonfie, ma senza latte ad indicare che probabilmente aveva partorito e svezzato da poco i suoi cuccioli.

Dato allarmante e significativo, quest'ultimo, dato che questi avrebbero potuto necessitare ancora delle cure materne. Dopo avere sedato l'animale, il dottor Nocco ha proceduto a reidratarlo, a fornirgli una copertura antibiotica ed antiparassitaria e, dopo avere constatato l'assenza di ulteriori lesioni, ha stabilito di reinserirlo in habitat naturale dopo 24 ore di osservazione, allo scopo salvaguardare i cuccioli.

Il tasso è specie protetta ai sensi della legge regionale 27/98 e i bracconieri in questione (ignoti, purtroppo) sono imputabili di maltrattamento animale (reato punito dal codice penale), esercizio della caccia al di fuori del periodo consentito (la stagione di caccia è terminata il 31 gennaio) e uso di mezzi non consentiti. "Dora", nonostante la disavventura, è stata fortunata perché il cappio, destinato a serrarsi intorno al collo ed ucciderlo per soffocamento, si è stretto sull'addome permettendo agli agenti di ritrovarlo ancora in vita, sebbene stremato. Il loro provvidenziale intervento ha impedito all'animale una morta atroce per mano dei bracconieri, che lo avrebbero finito a bastonate.


Il reinserimento in habitat naturale è avvenuto nella mattinata odierna, nell'identico luogo del recupero (bonificato da tutte le trappole) nella speranza che sia il più vicino possibile alla tana dei cuccioli. Erano presenti, oltre gli agenti della polizia provinciale di Lecce, il sig. Claudio Spedicato, in rappresentanza della tenuta "Bosco Fiore" e i tecnici dell' osservatorio faunistico Simona Potenza e Simone Tarantino. Chiunque avvistasse tali trappole o illecite azioni di bracconaggio può segnalarle agli enti preposti ovvero il Corpo forestale delo Stato (1515) e la Polizia Provinciale (0832/683964).

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