Mancata riforma delle carceri, due giornate di astensione per i penalisti

Anche la Camera penale di Lecce ha aderito all’astensione dalle udienze penali, per i giorni del 2 e 3 maggio

LECCE – I penalisti leccesi, come in tutta Italia, si asterranno dalle udienze del 2 e 3 maggio, per chiedere ancora una volta che il Parlamento dia corso agli ultimi passaggi necessari all’approvazione definitiva della legge di riforma dell’ordinamento penitenziario. Sotto questo profilo, l’Unione camere penali ha molto apprezzato l’interesse del presidente della Repubblica, che nei giorni scorsi ha chiesto informazioni in merito al presidente della Camera, auspicando evidentemente una rapida conclusione dell’iter approvativo.

Gli avvocati non possono lasciare che l’inerzia, o peggio l’ostruzionismo di alcuni partiti affossino una riforma giusta ed importante, che l’Europa ci chiede dal 2013, anno in cui la Corte dei Diritti dell’uomo ha sanzionato l’Italia per le condizioni disumane delle proprie carceri.

Da allora, gli stati generali (2015-2016), la legge delega (23 giugno 2017) e le commissioni ministeriali (2017-2018), sono state le tappe di un lungo e faticoso cammino che avrebbe dovuto uniformare il nostro ordinamento penitenziario ai principi costituzionali del 1948.

Giuristi, avvocati, magistrati, funzionari dell’amministrazione penitenziaria hanno contribuito, guidati solo dalla loro passione e dal doveroso rispetto dei diritti civili, a dare forma e sostanza alla delega conferita al Governo: appare quindi gravissimo che la volontà del Parlamento, espressa con chiarezza dalla delega, e le raccomandazioni della Cedu, trovino, a pochi passi dalla meta, un improvviso ed irragionevole arresto a causa del mancato inserimento dello schema di decreto nei lavori della commissione speciale della Camera dei Deputati, in quanto ritenuta materia non urgente.

La Camera Penale di Lecce, presieduta dall’avvocato Silvio Verri, sottolinea ancora una volta che la riforma non contiene nessuna ispirazione buonista, nessuna “liberatoria” per pericolosi delinquenti, nessun insensato e indulgenziale “svuota carceri”. Semmai preserva la comunità da gravi forme di recidiva criminale attraverso la proposta di un impegnativo cammino di rientro rivolta a chi voglia e sappia intraprenderlo.

Gli avvocati penalisti leccesi, dunque, ancora una volta a costo di gravi sacrifici personali, con la propria astensione dalle udienze rivolgono un appello ai deputati pugliesi affinché venga immediatamente inserito all’ordine del giorno della commissione speciale la riforma dell’ordinamento penitenziario, consentendo finalmente che almeno parte della Delega diventi legge dello Stato.

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