Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Fumata nera al ministero: la riconversione della manifattura resta un optional

Ip Korus farà sapere domani la data del pagamento degli arretrati. Ma per i 70 operai che vagano nello stabilimento vuoto nessuna certezza sulla ripresa del lavoro. Per Uil e Teresa Bellanova non ci sono più alibi

I lavoratori della Ip protestano (foto di repertorio).

LECCE – Fumata nera presso il ministero dello Sviluppo economico dove era in programma un vertice sulla riconversione della ex Bat. Attorno al tavolo romano, oltre ai sindacati, l’amministratore delegato di Ip Korus – l’azienda finita nell’occhio del ciclone -, Mauro Scarpone, il vice presidente della British American Tobacco Italia, Giovanni Crucci.

“Dopo tre ore di discussione, abbiamo avuto solo la conferma della totale inaffidabilità dell’azienda Ip Korus, che ancora non riesce a dare consistenza al proprio piano industriale”, ha dichiarato il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto (nella foto), che ha partecipato all’incontro insieme con il segretario Uilm Lecce, Piero Fioretti.

Ip Korus, di proprietà del senatore del Pdl Filippo Piccone, di fatto negli stabilimenti della ex manifattura non ha mai avviato alcuna riconversione. Non solo: i 70 lavoratori attendono gli stipendi di luglio, agosto e settembre: “Abbiamo chiesto ai vertici di Bat Italia, di verificare le intenzioni concrete da parte sia di Ip Korus, sia di Hds. Se le due aziende non intendono rispettare gli impegni presi con l’accordo del 2010, è ora che Bat si assuma le proprie responsabilità e ci indichi soluzioni alternative, perché i lavoratori non sono più disposti ad aspettare”.

salvatore_giannetto-2“Alla Ip Korus – hanno concluso Giannetto e Fioretti - abbiamo chiesto il pagamento immediato delle mensilità arretrate di luglio, agosto e settembre. L’amministratore delegato si è impegnato entro domani a fornire una data certa al ministero. Per noi della Uil il pagamento deve avvenire entro due o tre giorni al massimo, altrimenti valuteremo iniziative di lotta a difesa dei diritti dei lavoratori, che già sono mortificati con il lavoro che non c’è in uno stabilimento fantasma”.

Un giudizio pesante arriva anche da Teresa Bellanova, parlamentare del Partito democratico e autrice di numerose interrogazioni alla Camera dei deputato: “Fin dall'inizio della vicenda avevo denunciato la scelleratezza dell'operazione e del piano di riconversione della ex manifattura tabacchi di Lecce. Così come in solitudine ero rimasta dopo aver subito minacce di querela per aver portato alla luce l'inaffidabilità della Ip Korus. Oggi, infatti, il senatore Piccone, titolare dell’azienda, non ha ritenuto neanche necessario presentarsi a quel tavolo. Dopo due anni di impegni disattesi, promesse non mantenute, rinvii e inversioni di rotta, l'assenza di oggi è l'ennesima dimostrazione dell'arroganza di certi poteri”.

“Oggi è definitivamente finito il tempo degli alibi. Abbiamo il dovere, nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie, di individuare subito una soluzione certa. Queste persone non possono continuare a pagare sulla propria pelle la superficialità e l'indifferenza di chi aveva il dovere di garantire e verificare l'attuazione di quegli accordi e non lo ha fatto. Solo oggi purtroppo, dopo ben due anni, Bat decide di impegnarsi mentre, invece, era tenuta a farlo fin dall'inizio”.

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