Corteo No Tap sul lungomare di San Foca. E le barche “sfidano” la piattaforma al largo

Circa 300 persone hanno rinnovato la loro pacifica opposizione al progetto di gasdotto di Tap. Presenti i sindaci di Melendugno e Vernole, ma anche giovani e famiglie. Mentre in mare alcune imbarcazioni dimostrano contro la Skate III

Un momento della manifestazione.

SAN FOCA (Melendugno) – Hanno sfilato in 300. Non sono spartani, ma residenti prevalentemente a Melendugno e Vernole, i comuni più direttamente interessati dal progetto di gasdotto che Tap intende realizzare con approdo nella marina di San Foca. In testa ci sono i sindaci, rispettivamente Marco Potì e Luca De Carlo e i portavoce del Comitato No Tap. C’è anche il consigliere regionale Sergio Blasi, del Pd. Non era presente nessuno dei parlamentari salentini.

Il corteo è variegato: famiglie con passeggini, anziani, giovani coppie, comitive di amici. Il tutto mentre nel mare antistante un peschereccio e una manciata di imbarcazioni da diporto strombazzano a tutto spiano, come a mandare un “avvertimento” alla piattaforma Skate III che, qualche centinaio di metri più a nord, sta effettuando gli ultimi sondaggi per conto di Tap, tra i 200 e i 300 metri dalla linea di costa.

Molti dei partecipanti hanno qualcosa di rosso: ma non è una scelta ideologica, sebbene la concomitanza con la festa della Liberazione suggerisca tale ipotesi. In realtà è stata la stessa Tap a colorare di rosso, metaforicamente, coloro che si oppongono al progetto, e di verde i favorevol, secondo uno schema esemplificativo mostrato ai rappresentanti degli azionisti del consorzio nel corso di una riunione riservata in Svizzera, a febbraio, un mese dopo il parere negativo emanato dalla Regione Puglia.

barchenotap2-2I manifestanti hanno risalito il lungomare in direzione della piattaforma, poi alcuni interventi hanno fatto il punto della situazione: ribadita la vocazione turistica del territorio, per questo ritenuto incompatibile con un’opera come il gasdotto. In attesa del parere del ministero dell’Ambiente, quello definitivo, Tap ha depositato le integrazioni allo studio di impatto ambientale e sociale che le erano state sollecitate e confida nel via libera.

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La partita del gas naturale da importare dall’Azerbaijan vale cifre immense e sul valore strategico dell’approvvigionamento punta l’Unione Europea per allentare la dipendenza dai giacimenti russi. Una logica questa che gli attivisti No Tap ritengono solo propagandistica dal momento che la domanda di gas è in costante diminuzione – dato l’incremento delle fonti energetiche rinnovabili - e che l’opera non porterebbe alcun beneficio in bolletta per gli italiani, essendo il gas destinato all’Europa continentale. L’unico a trarne vantaggio sarebbe lo Stato grazie all’imposizione fiscale.

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