Dopo Leuca e Ugento, manifesti anticlericali anche sulla basilica dei Martiri

Denunciato dalla Digos un 68enne di Copertino. Ha colpito a Otranto come già negli anni scorsi davanti ad altri luoghi di culto

OTRANTO - Frasi farneticanti, più accuse e minacce nei confronti della Chiesa Cattolica. E nei guai finisce S.S., 68enne di Copertino, reduce da situazioni analoghe del passato, quando fu denunciato per episodi avvenuti a Santa Maria di Leuca e Ugento. Nel mirino, questa volta, è finita la storica basilica dei Santi Martiri di Otranto, nel cuore del centro storico, luogo di culto noto in tutto il mondo per il meraviglioso Albero della Vita, mosaico di cui è costituita la pavimentazione delle tre navate, opera medievale del monaco Pantaleone, e perché qui sono custodite le ossa dei martiri che nel 1480 non si piegarono alla flotta turca.  

Qui, dunque, la mattinata del 10 giugno scorso, agenti del commissariato di polizia di Otranto hanno rilevato la presenza di due manifesti di uguali dimensioni e contenuto, affissi il primo al lato sinistro del portone d’ingresso della basilica e l’altro sul lato destro della porta d’ingresso del seminario. Dopo gli accertamenti, gli stampati sono stati rimossi e posti sotto sequestro. E in seguito alla denuncia sporta dal parroco della cattedrale, è stata interessata anche la Digos per concorrere all’identificazione dell’autore.

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In seguito alle indagini e a un appostamento effettuato proprio dagli agenti della Digos, è stata individuata una vecchia conoscenza, S.S., che è stato così denunciato per offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone, offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose e stampa clandestina. Lo stesso uomo era finito all’attenzione delle forse dell’ordine nel Natale del 2016, per volantini dal contenuto anticlericale lasciati sul piazzale del santuario di Santa Maria di Leuca. Vicenda per la quale era quindi finito nei guai, dopo essere stato riconosciuto quale autore, attribuendogli anche un volantino di tenore simile diffuso presso la sede vescovile di Ugento qualche mese prima.

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