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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Nardò

Giovane scomparso, le ricerche estese fino a 3 miglia dalla costa

Durante il tavolo tecnico di oggi in Prefettura s'è deciso di proseguire a oltranza e allargare il raggio d'azione. Di Marcello Pantaleo nessuna notizia dal 24 dicembre

NARDO’ – Le ricerche non si fermano. Tutt’altro. Nonostante gli infruttuosi tentativi di questi giorni, in cui non si è comunque lasciato nulla d’intentato, dopo un incontro svoltosi in Prefettura, a Lecce, per fare il punto della situazione, s’è deciso di estenderle in un raggio ancor più largo. Quindi, perlustrando aree ancora non visitate e arrivando anche a diverse miglia dalla costa.  

Le ricerche in questione sono quelle riguardanti Marcello Pantaleo, il 39enne residente a Santa Maria al Bagno, marina di Nardò, di cui la famiglia, purtroppo, non ha più notizia fin dal 24 dicembre scorso. Allontanatosi da casa e impossibile da rintracciare sulla sua utenza telefonica, la sua autovettura, una Seat Ibiza nera, è stata poi rinvenuta nei pressi della Torre dell’Alto, nel parco di Porto Selvaggio. Dentro, lo smartphone e soprattutto un corposo manoscritto che lascerebbe presagire intenti estremi.

Ma che Pantaleo si sia davvero suicidato, in assenza di un corpo, non può che restare un’ipotesi, per quanto al momento, forse, quella ritenuta più realistica. In realtà, nessuna pista può essere trascurata ed ecco perché le ricerche proseguiranno a oltranza, in tutte le direzioni possibili e senza trascurare alcun’altra possibilità.

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Durante il tavolo tecnico di oggi con tutte le forze in campo, e al quale era presenta anche l’amministrazione comunale di Nardò tramite il consigliere Alberto Gatto, delegato alla protezione civile, si è stabilito di allargare le ricerche in mare anche oltre le 3 miglia dalla costa, grazie alle strumentazioni speciali in dotazione alla Capitaneria di porto di Gallipoli e ai vigili del fuoco di Lecce che consentirebbero di scandagliare anche fondali molto profondi.

Non saranno trascurare nemmeno le ricerche a terra, indirizzandosi verso Nord, rispetto alla Torre dell’Alto, in un’area che non è stata ancora battuta dai soccorsi. In tal senso, si muoveranno anche le unità cinofile già impiegate nei giorni scorsi. Soccorso alpino e gruppo speleologico saranno impegnati, in particolare, a ispezionate meglio le cavità rocciose sommerse.

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