Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

I pellegrini della pace in marcia per le vie di Lecce. Messa in cattedrale

Dal tardo pomeriggio è in corso la 45esima edizione della manifestazione organizzata dalla Conferenza episcopale italiana. Alle 22.30 la celebrazione presieduta da monsignor Domenico D'Ambrosio, a seguire una cerimonia di auguri

La preghiera per l'ecumenismo nella chiesa di Santa Rosa.

LECCE – E’ in corso di svolgimento la 45esima Marcia della pace, organizzata quest’anno nel capoluogo salentino dalla Conferenza episcopale italiana. Migliaia di fedeli, scout, esponenti di associazioni e semplici cittadini giunti in città prevalentemente con autobus, stanno sfilando per le vie del centro prima di convergere in piazza del Duomo dove verrà celebrata, alle 22.30, la solenne messa dall’arcivescovo di Lecce, monsignor Domenico D’Ambrosio. La marcia ha preso il via dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, nel rione Santa Rosa e si sta sviluppando per tappe, nel cuore della città, da Piazza Mazzini al centro storico, ognuna delle quali animata dall'ordine dei frati francescani minori di Lecce.

Il capoluogo salentino ospita l'evento per la seconda volta nella sua storia, dopo l'esperienza del 1995. I partecipanti alla marcia nazionale per la pace saranno protagonisti di una festa di capodanno diversa, alternativa, all'insegna della solidarietà. Non rinunceranno ad un sobrio momento conviviale, previsto al termine della marcia, proprio a cavallo della mezzanotte, nel cortile dell'antico seminario di piazza Duomo: panettone e spumante, all'insegna della semplicità. L'equivalente del "cenone di fine anno" di ogni partecipante sarà raccolto durante l'offertorio della messa conclusiva e sarà devoluto a favore degli ospiti del carcere di "Borgo San Nicola".

Il saluto di monsignor Domenico D’Ambrosio.

“Un saluto ricco di affetto e di gratitudine quello che a mio nome la Chiesa di Lecce rivolge a tutti voi, partecipanti alla 45esima Marcia nazionale della pace. Siamo veramente tanti.

Come ho affermato in una recente dichiarazione a noi non basta garantire ospitalità ai molti che siete qui da molte regioni italiane. Non ci sentiamo e no vogliamo essere il semplice supporto tecnico che si è sforzato di garantire le condizioni ottimali per la buona riuscita di questo evento. Non ci serve e non cerchiamo di essere una buona vetrina di promozione della bellezza e della ospitalità della gente salentina.

La pace sta veramente a cuore a noi cristiani, parte di quella schiera immensa di uomini amati da Dio, di buona volontà, che questa sera si uniscono a noi ‘operatori di pace. La pace come pienezza di doni, di realizzazione piena della propria esistenza, la pace che annulla ogni guerra, ogni discriminazione, ogni violenza ogni tensione; pace che annunzia e promuove in ogni uomo la sua dignità, garantendogli libertà piena.

E’ bello pensare che sono assenti/presenti i tanti profeti di pace  non più tra noi, come il nostro don Tonino Bello, il vescovo autentico promotore e operatore di pace. Venti anni fa in questo stesso mese con la debolezza e fragilità di un corpo affranto e dilaniato dal mal, ha guidato con coraggio nella glaciale e innevata città di Sarajevo, distrutta dagli orrori e dalle violenze della guerra nei Balcani, una marcia silenziosa che il suo debole e fragile corpo rendeva ancor più eloquente.

Sentiamolo accanto come modello vero in questo nostro impegno per la pace, in questo nostro camminare sulle strade di una città che molto spesso sa vincere il suo tranquillo vivere con segni e gesti di generosa accoglienza e di autentico amore.

A tutti voi il mio augurio: nel nome del Signore Gesù, principe della pace mettiamoci in cammino”.

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