Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Ugento

Mare forza 5, stop al recupero della nave turca

Per il forte vento che soffia sul litorale jonico, le operazioni di recupero della "Marti Pride" sono state interrotte. In giornata tavolo tecnico programmato presso la Guardia costiera di Gallipoli

Il cargo turco incagliato al largo di Ugento

Hanno subito una brusca frenata le operazioni di recupero del cargo turco "Marti Pride", la nave portacontainer che si era arenata alle prime ore dello scorso 6 marzo a circa un miglio e mezzo dalla costa salentina, sulle secche di Ugento.
a causa delle cattive condizioni meteorologiche, con mare forza 5, dopo due giorni di intensa attività, le operazioni di recupero della "Marti Pride", la nave turca portacontainer che si era arenata alle prime ore dello scorso 6 marzo a circa un miglio e mezzo dalla costa salentina, sulle secche di Ugento.
Nel tratto di mare ci sono sempre le motovedette della Guardia costiera di Gallipoli, con cui sono costantemente in contatto gli undici membri dell'equipaggio della Marti Pride, rimasti a bordo e che sarebbero tutti in buone condizioni fisiche.

Oggi è prevista nella sede della Guardia costiera a Gallipoli una riunione operativa per pianificare gli interventi di disincagliamento della nave container. Al tavolo tecnico, che sarà presieduto dal capitano di fregata Giacomo Salerno, comandante della Capitaneria di porto di Gallipoli, prenderanno parte anche i tecnici della "Castalia Ecolmar", impegnata con due "supply vessels" inviati dalla direzione protezione natura-centro emergenze in mare del ministero dell'ambiente, per le operazioni antinquinamento e di alleggerimento della nave incagliata, i tecnici della società Svitzer, specializzata nelle operazioni di salvataggio e recupero di natanti, che si sta occupando della messa in sicurezza della "Marti Pride", i rappresentanti della società armatoriale e il raccomandatario marittimo.
La Procura ha aperto un fascicolo, si tratta di un atto dovuto per accertare eventuali negligenze. Per ora sul resgistro degli indagati compare solo il nome del comandante della nave, un uomo di nazionalità turca.

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