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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Mare forza 8 e timone bloccato: terrore in barca, salvati in sei

A bordo della barca a vela sei cittadini svizzeri partiti dalla Croazia. Operazioni di salvataggio molto difficili: il primo abbordaggio della guardia costiera fallito per la rottura di una cima. Ma alla fine sono stati salvati

 

SAN CATALDO (Lecce) – In balia delle onde, con mare forza 8, sospinto da una prepotente tramontana, e il timone bloccato. Attimi di terrore allo stato puro, quelli vissuti in mare da sei persone. Quattro uomini e due donne, tutti con passaporto svizzero, che dopo ore di tensione, fra sobbalzi e nausea, sotto un cielo di piombo, fra alti e violenti schizzi d’acqua, solo nel primo pomeriggio hanno potuto osservare da una banchina l’immenso specchio nero del Canale d’Otranto, tirando un sospiro di sollievo. Turisti che si trovavano lungo le coste salentine, nonostante le previsioni meteo avessero messo in bilancio una mattinata infernale, per naviganti, e non solo.

La Pasquetta ha rischiato di trasformarsi in una tragedia, per i sei diportisti, salvati dai militari della guardia costiera dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto, che questa mattina hanno raccolto il messaggio d’allarme, quando l’imbarcazione si trovava a circa 3 miglia marittime dalla marina leccese di San Cataldo. Il gruppo era a bordo di uno yacht a vela, dotato di motore, lungo 14 metri, battente bandiera croata. Era proprio dalla Croazia che i sei erano partiti. E tutti sono stati colti dal panico, quando lo skipper ha iniziato a manifestare seri problemi a governare la barca. Sono così partite le richieste di soccorso. Alla capitaneria di porto, via radio, gli sventurati hanno comunicato che il motore era in avaria.

In realtà – ma questo la guardia costiera l’avrebbe scoperto solo dopo -, il motore era funzionante; piuttosto, il problema riguardava il timone, rimasto bloccato, rendendo impossibile il mantenimento della rotta. La barca, dunque, avrebbe rischiato di andare alla deriva, in direzione delle coste albanesi, se non vi fosse stato il provvidenziale intervento della motovedetta Cp 809.

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I soccorsi, però, sono stati tutt’altro che semplici. Le condizioni del mare non permettevano in alcuni modo il trasbordo dei sei malcapitati sulla motovedetta. S’è così dovuto procedere con il tentativo di traino. Una prima manovra, già di per sé particolarmente ardua a causa delle onde e della corrente, è fallita, per la rottura di una cima. E altri momenti di paura si sono sovrapposti all'ansia e alla paura già accumulate. I militari hanno così dovuto procedere con un secondo abbordaggio, usando una cima più resistente. Assicurato lo yacht, sono quindi ripartiti in direzione di Otranto. Il trasporto è perfettamente riuscito, e i sei cittadini svizzeri sono sbarcati nel primo pomeriggio sulla banchina del porto della Città dei Martiri. Tutti in buone condizioni, ma ancora scossi da una disavventura difficile da dimenticare. 

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