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Cronaca

Mareggiate nel Salento, "un'emergenza sottovalutata"

Assobalneari tuona contro la politica che ha trascurato l'erosione costiera. Si contano i danni, dopo un'altra giornata di forti raffiche di vento e di mareggiate, piombate sul territorio salentino

LECCE - Sembra un film in bianco nero, visto e rivisto, l'ennesimo danno ambientale che si abbatte sul prezioso patrimonio costiero del Salento: la notte scorsa, così come questa lunga giornata di vento, ha regalato ancora una volta dei litorali vessati e flagellati dalle mareggiate. Danni ovunque, che Assobalneari Salento non vuole più tollerare. Pertanto, la denuncia è forte, attraverso la voce del presidente Mauro Della Valle, e rivolta alla politica, rea di aver sottovalutato "un'emergenza" e di non aver esercitato la propria responsabilità istituzionale, colpendo al cuore l'impresa turistica e quella balneare.

Assobalneari Salento denuncia da anni, fino allo sfinimento delle energie, una situazione che segnala la "totale mancanza di una politica alla pianificazione costiera attraverso opere di ripascimento con opere di protezione": "Eppure - spiega Della Valle - la giusta attenzione che abbiamo da sempre stimolato ha riscontrato dai vertici regionali iniziative ed emanazioni di circolari, linee guida, piani coste, senza arrivare a veri progetti di fattibilità, seguiti da bandi con disponibilità di risorse".

Per gli associati si tratta di una questione di volontà, dopo circa 10 anni di mareggiate che inginocchiano l'habitat costiero: "La politica decisionista - afferma il presidente di Assobalneari - non ha interesse per la tutela della costa, rincorre altre priorità. Una regola assai antica ma molto ipocrita. Eppure in tutte le occasioni la politica parla di giocarci noi tutti il futuro attraverso la conservazione dell'ambiente, una leva importante per lo sviluppo del territorio, del turismo".

"Noi di Assobalneari Salento - prosegue - non ci stiamo a questo immobilismo decisionale, continueremo a 'disturbare' tutti i livelli politici. È d'obbligo da parte dei vertici regionali addetti al settore ambiente di cosiddetta 'autocritica', per esempio circa un Piano delle coste, che tra le mille prescrizioni contenute nel manuale tecnico, ricorda ai sindaci costieri, ai concessionari demaniali, che nelle spiagge in erosione non è previsto il rinnovo della concessione demaniale, bensì revocare!".

"Come dire - conclude Della Valle - invece di curare un ammalato gli diamo il 'colpo di grazia'. Una politica che decide questo ha il 'motore fermo', ed il futuro del Turismo balneare è tutto nella fine".

Ad Otranto, danni sul litorale e al porto
Diversi sono stati i danni registrati, nella città dei Martiri, colpita per tutta la notte e per la giornata odierna, da forti raffiche di vento, registrate a ben 40 nodi, e da mareggiate che hanno sfiancato le coste dell'intero litorale. Ad Alimini, diversi sono stati i lidi interessati dall'invasione dell'acqua sulle spiagge, con danni agli stabilimenti e detriti di ogni tipo, condotti a riva. Danni simili, anche nelle strutture balneari del Lungomare.

Al porto, registrati danni a delle imbarcazioni, che intorno a mezzogiorno hanno rotto gli ormeggi e sono finite addosso ad altri natanti. Nella zona degli archi, in prossimità dell'Ufficio circondariale marittimo, onde alte e spruzzi d'acqua che hanno invaso la strada, fin ad interessare la struttura della Guardia costiera. Sull'asfalto, i segni della salsedine e detriti.


Singolare, invece, l'episodio raccontato da alcuni pescatori e frequentatori del porto: in mattinata, per via delle onde alte, si sono visti diversi cefali schizzare fuori dall'acqua, finendo sui pontili e su alcune imbarcazioni.

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