Marijuana giunta dall’Albania con consegne a “domicilio”, 14 indagati

Secondo l’accusa, l’organizzazione avrebbe gestito le attività illecite tra le due sponde dell’Adriatico, forte di mezzi e uomini. I reati contestati a vario titolo sono traffico e spaccio di stupefacenti

LECCE - Marijuana giunta dall’Albania nel Salento e distribuita in diverse parti d’Italia attraverso un’organizzazione, attrezzata di uomini e mezzi: è questa la scoperta fatta grazie a una delle ultime inchieste condotte dalla Procura di Lecce.

Questa mattina, proprio nel giorno del blitz “San Silvestro”, è stato notificato l’avviso di conclusioni delle indagini al gruppo specializzato in traffici illeciti tra le due sponde dell’Adriatico.

L’atto porta la firma del procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e ha raggiunto 14 persone, sette delle quali salentine: Giovanni Taurino, 30 anni, di Surbo; i leccesi Sergio Taurino, alias “Gino” o “vecchietto”, di 54 anni, Claudio Turco, di 60, Marco Turco, detto “il brutto”, di 33, Simone Zimari, di 30, e Mauro Letizia, di 27 anni, residente a Vernole; Mattia Monaco, detto “il bello”, 33 anni; Aniello Alfano, 47, e Marco Cimmino, 33, entrambi di Castellamare di Stabia (Napoli); Erwin Gassebner, 57, di Lana (Bolzano); Arjan Mucaj, detto “mitico” e “Sebastian”, albanese di 34 anni, domiciliato a Monteroni; Antonio Palermo, detto “Buzzurro”, 35 anni, di Cosenza; Santino Pizzonia, detto “il nano”, 32 anni, residente a Curinga (Catanzaro); Giovanni Veneziano, 30, di Lamezia Terme (Catanzaro).

Secondo l’accusa, Sergio Taurino avrebbe curato l’acquisto e la manutenzione delle imbarcazioni da utilizzare per il trasporto della droga che avrebbe provveduto a consegnare “a domicilio” anche personalmente a chi l’avrebbe poi distribuita sul territorio. Mucaj si sarebbe occupato di gestire i contatti con i suoi connazionali per ricevere lo stupefacente che avrebbe anche lui consegnato, con l’aiuto dell’organizzazione, agli acquirenti; Giovanni Taurino si sarebbe dedicato allo stoccaggio e al trasporto della marijuana e a procurarsi e pagare le auto noleggiate per le attività illecite; Turco, Monaco e Zimari avrebbero partecipato all’associazione, partecipando alle fasi di approvvigionamento, trasporto, stoccaggio e consegna. Turco avrebbe custodito per conto del gruppo sia la droga che altri beni.

Le indagini hanno riguardato episodi avvenuti tra il mese di giugno del 2016 e quello di marzo 2017 e tra questi c’è quello avvenuto nel gennaio di tre anni fa, quando uno degli indagati, Gassebner, fu arrestato dai carabinieri per aver ricevuto 17 chili di marijuana. A consegnargliela, stando alle carte dell’inchiesta, sarebbero stati proprio i due Taurino, Turco e Monaco. Lo stesso Monaco finì nei guai tre mesi dopo, quando la polizia stradale lo fermò sull’autostrada A16 a bordo di un’autovettura Citroen C4, dove, nascosti nel portabagagli, c‘erano oltre 21 chili di marijuana.

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In alcuni casi riscontrati dagli investigatori, il valore delle consegne non sarebbe stato inferiore ai 25mila euro. Adesso, gli indagati avranno venti giorni di tempo per difendersi, producendo memorie o chiedendo di essere interrogati, attraverso i loro legali Raffaele Benfatto, Giuseppe Presicce, Maria Cristina Caracciolo Lorenza Prete, Ilario Manco, Carlo Scalinci.

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