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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Sannicola

Marijuana, serre e 50mila euro, giovane proprietario patteggia due anni

Emessa ieri la sentenza nei riguardi del giovane di Sannicola finito ai domiciliari lo scorso aprile, dopo che i carabinieri piombarono nella sua abitazione facendo diverse scoperte. Ora è in libertà

SANNICOLA - Ha patteggiato due anni di reclusione, col beneficio della pena sospesa, ed è ritornato così un uomo libero, Vito Martignano, il 27enne di Sannicola arrestato lo scorso 17 aprile, quando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Gallipoli trovarono due serre adibite alla coltivazione di marijuana, nel suo garage, ingenti quantitativi di “erba” in casa, e la somma di circa 50mila euro in contanti.
La sentenza è stata emessa ieri dal giudice Antonio Gatto che ha ritenuto congrua la pena concordata dagli avvocati difensori Simona Reale e Paolo Farachi con il pubblico ministero Alessandro Prontera.
Dopo il suo arresto (ai domiciliari), il giovane spiegò al gip Angelo Zizzari, che la sua intenzione sarebbe stata quella di produrre cannabis da inserire nel circuito legale e che i soldi (per la precisione 48.238,10 euro) erano stati accumulati nel tempo in modo assolutamente lecito, poiché sarebbero stati frutto di un’attività lavorativa legata alla stampa di magliette.
In particolare, in casa di Martignano, il personale dell’Arma trovò: sei secchi contenenti marijuana per un peso complessivo di 4,760 chili, una busta sottovuoto contenente altri 110 grammi di marijuana, una macchina per il sottovuoto, una per il conteggio del denaro, una bilancia di precisione, diverso materiale per il confezionamento della sostanza.
E ancora cinquanta buste contenenti semi di vario tipo, un telefono cellulare, un machete e due pugnali. Nel garage, invece, c’erano due serre, con 146 piantine prive di infiorescenza, contraddistinte da grandi teloni di colore nero con all’interno rifrangente e lampade al neon per la riproduzione del calore, sistemi di aerazione e deumidificazione collegati tramite bocchettoni di areazione alle serre. 
Dopo l’interrogatorio, il giudice convalidò la misura dei domiciliari e, successivamente, dispose nei suoi riguardi il decreto di giudizio immediato, in seguito al quale, l’imputato ha chiesto di patteggiare, chiudendo così il suo conto con la giustizia.
 

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