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Cronaca

Marina militare e forniture: nove prescrizioni e altrettanti rinvii a giudizio

Il procedimento riguarda tra l'altro presunti episodi di turbata libertà degli incanti, falsità ideologica e corruzione. Coinvolte 17 persone e due società

BRINDISI - Nove prescrizioni e altrettanti rinvii a giudizio. I due dispositivi, redatti dalla gup del tribunale di Brindisi Barbara Nestore, hanno in calce la data del 14 maggio 2024. E si riferiscono a un'inchiesta coordinata dal pm della locale procura, Raffaele Casto, che ha riguardato 17 persone e due società. Gli episodi inquadrati risalgono al 2015 e riguardano le forniture alla Marina, a Brindisi. Le indagini degli inquirenti si sono focalizzate su alcune commesse, ritenute "aggiustate" in virtù anche di presunti rapporti di conoscenza o amicizia tra le parti. Insomma, per la procura di Brindisi, gli imprenditori avrebbero "comunicato" con i militari che dovevano attuare le procedure inerenti forniture e lavori.

Prescrizioni e rinvii a giudizio

La gup Nestore ha disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di sette imputati. Stesso discorso per quanto riguarda le due società coinvolte. Sono scattate anche ulteriori prescrizioni nei confronti di alcuni imputati che andranno a dibattimento, per quanto riguarda alcuni capi di imputazione. Il 19 marzo scorso la giudice aveva ammesso la costituzione di parte civile del ministero della Difesa. Sempre tramite l'avvocatura dello Stato, il Ministero aveva chiesto di chiamare in causa i responsabili civili. E la gup aveva autorizzato. Si tratta perlopiù di casi di presunti episodi di turbata libertà degli incanti, falsità ideologica e corruzione

È stato disposto il giudizio nei confronti di Giovanni Scudieri (58 anni, di Taranto), Marcello Primitivo (56 anni, nato a Morciano di Leuca e residente a Pezze di Greco-Fasano), Antonio Rossetti (58 anni, nato a Lecce e residente a Locorotondo), Gianluca Toma (48 anni, nato a Mesagne e residente a Maglie), Cosimo Laguercia (56 anni, di Brindisi), Cataldo Nardelli (62 anni, nato a Taranto e residente a Martina Franca), Vincenzo Romano (77 anni, nato a Squinzano e residente a Brindisi), Antonio Grimaldi (53 anni, nato a Gagliano del Capo e residente a Tricase), Vincenzo Boccuni (73 anni, nato a Grottaglie e residente a Celico). Nei confronti di Scudieri e Primitivo risultano prescritti quattro episodi contestati dagli inquirenti, due per Nardelli e uno per Romano. Un reato è stato dichiarato estinto per morte del presunto responsabile.

Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Antonio Andrisano, Ladislao Massari, Alfredo Fortunato, Dario Budano, Domenico Attanasi, Francesco Cascione, Massimo Manfreda, Riccardo Manfreda, Daniela D'Amuri, Gianluca Palazzo, Marcello Zizzi, Salvatore Carbone, Michele Vaira, Rosanna Saracino, Adelaide Uva, Italo Francesco Campana, Antonio Summa, Francesco Fusco e Nicola Marseglia.

Le accuse mosse dalla procura

Andando ad analizzare nel dettaglio alcune accuse mosse agli imputati, si può prendere in esame un caso di presunta turbata libertà degli incanti in concorso, che sarebbe stato commesso nel 2015. C'è da acquistare in economia una spazzatrice per il comando navale stazione di Brindisi della Marina. All'apertura delle buste il capitano di fregata Scudieri, preposto alla gara, avrebbe ricevuto un suggerimento: una ditta avrebbe presentato un'offerta per un prodotto non rispondente alle richieste. Il presunto istigatore del reato sarebbe stato un terzo, per il quale è scattata la prescrizione. Il fine? Agevolare tale azienda suggerendo una modifica al prodotto, per renderlo in parte conforme alle richieste del bando. Valore: poco oltre 11.400 euro. A Scudieri viene contestata anche la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico.

Altro caso è quello relativo all'acquisizione in economia per il servizio di installazione di un terzo convertitore statico e la ricostruzione del quadro elettrico di distribuzione sempre presso il comando brindisino. Qui l'importo sale a 123.600 euro. Nella ricostruzione della procura, sarebbe stata bandita una gara "aperta" invitando solo una ditta, quella di Romano. In questo caso, "con il solo fine di pagare materiale (dal valore ritenuto pari a 883 euro) già consegnato al comando" da una ditta, formalmente amministrata da un imputato per il quale è scattata la prescrizione, "senza previa gara, nel corso dei mesi precedenti", si legge nel capo di imputazione. Gli istigatori del reato sono individuati nel maresciallo Primitivo e Romano, "formalmente amministratore" della società citata. E' coinvolto anche Scudieri. Per la procura, grazie ai vincoli di amicizia, avrebbero turbato la gara. Scudieri viene accusato di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio aggravata. Avrebbe ricevuto per sé un treno di pneumatici da neve dal valore di 1.100 euro più iva. Stesso reato ipotizzato per Romano.

Sotto la lente degli investigatori sono passati altri episodi, dei quali gli imputati dovranno rispondere in dibattimento: lavori di adeguamento agli impianti elettrici e sostituzione di corpi illuminanti nella zona vasca del centro sportivo piscina "Parodo" (valore: poco più di 36 mila euro); lavori urgenti da eseguirsi per il ripristino delle condizioni di sicurezza della pavimentazione della sala conferenze del centro ricreativo dipendenti Difesa (valore: poco più di 10 mila euro); acquisizione in economia per la fornitura di materiale tipografico (valore: poco più di 6 mila euro); acquisizione in economia per la riparazione e manutenzione degli arredi dei casermaggi necessari per il corretto funzionamento degli alloggi/uffici di Brindisi (valore: poco più di 12 mila euro); acquisizione in economia di materiale di cancelleria (valore: poco più di 7.500 euro); un'altra acquisizione in economia di materiale di cancelleria (valore: poco meno di 4 mila euro); una terza acquisizione in economia di materiale di cancelleria (valore: poco meno di 2 mila euro). La prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 18 dicembre 2024, presso l'aula Metrangolo del tribunale di Brindisi, dinanzi al II collegio giudicante.

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